Parco Picentini: arriva il collegamento con la Protezione Civile

17 Dicembre 2005

Nusco – Direzione e velocità del vento, umidità relativa, precipitazioni, temperatura (aria e acqua), pressione atmosferica, evapotraspirazione, altezza del manto nevoso, radiazione solare, misurazione del livello idrometrico dei principali corsi d’acqua (Fiume Calore, Sabato, Sele ed Ofanto) e portate idriche delle sorgenti: il Parco Monti Picentini ancora una volta fa i conti con il territorio. L’ente presieduto da Sabino Aquino sarà, infatti, interconnesso alla rete di monitoraggio della Protezione Civile Regionale. Un protocollo importante che permetterà agli Enti gestori dell’area protetta di monitorare in maniera costante le influenze meteoclimatiche ma anche i principali fattori di depauperamento delle risorse naturali. Nello specifico: un sofisticato sistema telemetrico che acquisisce in tempo reale una cospicua serie di dati meteoclimatici, idrogeologici ed ambientali. Con l’ausilio dei dati forniti dalla rete sarà possibile tenere costantemente sotto controllo i cambiamenti di carattere ambientale ed i conseguenti danni che possono essere arrecati agli attuali ecosistemi. Inoltre, disponendo di tali indicatori, sarà anche possibile effettuare la definizione analitica del bilancio idrogeologico annuo dei cospicui giacimenti idrici presenti nei vari rilievi montuosi dei Picentini. Non solo. Per la verifica di potenziali rischi di inquinamento che potrebbero interessare le fonti idriche, sono state installate sonde multiparametriche per il rilievo di importanti parametri geochimica. La rete di monitoraggio prevede una serie di stazioni meteo-climatiche ed idrometriche, installate nel comprensorio d’interesse (la stazione a quota altimetrica più elevata è quella realizzata sulla vetta del Monte Terminio, a circa 1700 metri di altezza). La disponibilità in tempo reale di tutti questi parametri, consentirà al Parco dei Picentini quel sistematico controllo territoriale finalizzato a prevenire, o mitigare, gli impatti ambientali che possono essere generati da diverse cause. La rete permetterà, inoltre, di migliorare le conoscenze sulle metodologie di calcolo dei bilanci idrologici nei massicci dell’intero Appennino carbonatico meridionale; calcoli che oggi sono largamente approssimati, per l’assenza di dati termo-pluviometrici di alta quota, oltre che di un significativo numero di apparecchiature finalizzate alla misura dell’evapotraspirazione e del ruscellamento superficiale. Le indicazioni reperite attraverso la rete saranno, inoltre, utilizzate anche dalla Protezione Civile Regionale.


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