Ospedaletto – Una grande festa, proprio come volevano gli organizzatori. Protagonisti gli artisti, la musica, i trampolieri, i cantastorie. Ma, soprattutto, gli emigranti che fanno ritorno ad Ospedaletto ogni estate, oppure i tanti turisti che, con i bambini in testa, hanno reso davvero magica e coinvolgente l’atmosfera di “Aspettando la juta”. In Piazza Demanio, dalle 20 fino a notte inoltrata, tutti hanno cantato e ballato. Anche il sindaco, Luigi Marciano, non ha voluto essere da meno, lasciandosi trasportare da una kermesse che, nel piccolo paese alle falde del Partenio, è come se durasse un mese, fino al grande evento della “Juta a Montevergine” di settembre. Il sindaco ha cantato, insieme a lui anche altri componenti dell’amministrazione comunale, a testimonianza di come sia popolare ed umile questo evento, ma anche di come si sta lavorando, in silenzio, per farlo diventare un appuntamento per proiettare Ospedaletto e l’Irpinia nei circuiti turistici che contano. Dunque, “Aspettando la juta” non ha deluso le aspettative. Piazza Demanio è stata coinvolta da più spettacoli contemporaneamente. I bambini, in primis, non si sono staccati un attimo dai cantastorie e dai trampolieri. E nemmeno quando i ritmi dei canti e balli su tamburo, hanno cominciato a rendere l’atmosfera più calda, non si sono tirati indietro. Il momento è stato davvero magico: bambini e bambine che si lasciavano trasportare dalla “tammurriata”, ballando molto bene. Hanno questo ballo nel sangue, come la maggior parte dei cittadini di Ospedaletto che si è scatenata per tutta la serata. Tutto questo, mentre i pony giravano per la piazza intrattenendo i bambini che preferivano cavalcare, insieme ad alcuni calessi bardati a festa. La buona cucina, le bellezze artistiche (la fontana del Tritone ne è un esempio) e il fresco del paese irpino, hanno fatto il resto. “Aspettando la juta” va in archivio, ma il lavoro degli organizzatori della “Juta a Montevergine” prosegue incessantemente. L’ottava edizione si preannuncia ancor più ricca e piena di sorprese. Quest’anno, tra riti sacri e momenti di spettacolo, l’evento si prolungherà per cinque giorni, dall’8 al 12 settembre. Il paese è in fermento. Ed è ancora più bello, in questo periodo, recarsi ad Ospedaletto, perché chi lo farà, potrà ammirare una comunità dedita al lavoro, ma che si ferma piacevolmente a parlare per spiegare questa festa che affonda le proprie radici nell’antichità. Nessuno farà mancare la propria ospitalità. Una grande festa, proprio come volevano gli organizzatori. Protagonisti gli artisti, la musica, i trampolieri, i cantastorie. Ma, soprattutto, gli emigranti che fanno ritorno ad Ospedaletto ogni estate, oppure i tanti turisti che, con i bambini in testa, hanno reso davvero magica e coinvolgente l’atmosfera di “Aspettando la juta”. In Piazza Demanio, dalle 20 fino a notte inoltrata, tutti hanno cantato e ballato. Anche il sindaco, Luigi Marciano, non ha voluto essere da meno, lasciandosi trasportare da una kermesse che, nel piccolo paese alle falde del Partenio, è come se durasse un mese, fino al grande evento della “Juta a Montevergine” di settembre. Il sindaco ha cantato, insieme a lui anche altri componenti dell’amministrazione comunale, a testimonianza di come sia popolare ed umile questo evento, ma anche di come si sta lavorando, in silenzio, per farlo diventare un appuntamento per proiettare Ospedaletto e l’Irpinia nei circuiti turistici che contano. Dunque, “Aspettando la juta” non ha deluso le aspettative. Piazza Demanio è stata coinvolta da più spettacoli contemporaneamente. I bambini, in primis, non si sono staccati un attimo dai cantastorie e dai trampolieri. E nemmeno quando i ritmi dei canti e balli su tamburo, hanno cominciato a rendere l’atmosfera più calda, non si sono tirati indietro. Il momento è stato davvero magico: bambini e bambine che si lasciavano trasportare dalla “tammurriata”, ballando molto bene. Hanno questo ballo nel sangue, come la maggior parte dei cittadini di Ospedaletto che si è scatenata per tutta la serata. Tutto questo, mentre i pony giravano per la piazza intrattenendo i bambini che preferivano cavalcare, insieme ad alcuni calessi bardati a festa. La buona cucina, le bellezze artistiche (la fontana del Tritone ne è un esempio) e il fresco del paese irpino, hanno fatto il resto. “Aspettando la juta” va in archivio, ma il lavoro degli organizzatori della “Juta a Montevergine” prosegue incessantemente. L’ottava edizione si preannuncia ancor più ricca e piena di sorprese. Quest’anno, tra riti sacri e momenti di spettacolo, l’evento si prolungherà per cinque giorni, dall’8 al 12 settembre. Il paese è in fermento. Ed è ancora più bello, in questo periodo, recarsi ad Ospedaletto, perché chi lo farà, potrà ammirare una comunità dedita al lavoro, ma che si ferma piacevolmente a parlare per spiegare questa festa che affonda le proprie radici nell’antichità. Nessuno farà mancare la propria ospitalità.
Redazione Irpinia
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