Ospedaletto d’Alpinolo – Anche quest’anno Ospedaletto rivivrà la ritualità e la magia dei pellegrini che venivano ospitati nelle abitazioni del piccolo paese alle falde di Montevergine, prima di riprendere il cammino verso il Santuario di Mamma Schiavona. Al ritorno dal “sacro rito”, i devoti amavano animare le piazze e le vie del centro storico di Ospedaletto con canti e tammurriate, gustando la “Cupeta”, le “Ndrite” e le tradizionali “Castagne del Prete”. La tradizione dell’ “andata a Montevergine” affonda le radici nel 1200: ci sono documenti del “Codice diplomatico Verginiano” che già menzionano i pellegrinaggi in cima al monte, presso la primordiale cappella costruita da San Guglielmo, il fondatore di Montevergine. Quest’evento spontaneo è diventato una manifestazione che ancora oggi, a settembre, mantiene i suoi forti contenuti di spontaneità. Siamo giunti all’ottava edizione. La “Juta a Montevergine” – che si terrà, quest’anno, dall’8 al 12 settembre – propone un suggestivo sottotitolo: dal “compleanno all’onomastico della Madonna”, perché l’8 settembre, nella tradizione popolare, è proprio il compleanno di Mamma Schiavona, mentre il 12 è Santa Maria, dunque è il suo onomastico. Da un paio di anni gli organizzatori dell’evento – il Comune di Ospedaletto il sindaco Luigi Marciano e la direzione artistica – hanno pensato bene di tenere una piccola anticipazione della manifestazione con “Aspettando la juta”, un’anteprima degli spettacoli e dei temi artistici che saranno toccati a settembre, per venire incontro alle tante esigenze dei villeggianti presenti e degli emigrati che fanno ritorno ad agosto nel paese natio e che però vanno via prima della “Juta”. “Aspettando la Juta” si terrà oggi in Piazza Demanio, a partire dalle 20.00. Ricco e coinvolgente il programma. Si comincia con i “Meritmirì”, ritmi e tradizioni del sud Italia. Un gruppo che lavora da anni nell’ambito della musica popolare, molto stimato nell’ambiente, che propone, nella figura di Gian Franco Santucci – originario di Forino – canti e balli su tamburo, meglio conosciuti come “Tammurriate”. Il cantore irpino sarà accompagnato dalla moglie Francesca Trenta, laziale, che interpreta santarelli e stornelli di Velletri. Poi sarà la volta del “Teatro regresso girovago”, artisti storici senza fissa dimora che propongono in giro per il mondo la loro arte da più di 20 anni. Ad Ospedaletto proporranno, nelle vesti di cantastorie, “Angiolillo da Roccabascerana e la fortunosa historia del Casale di Montevergine”. Dai cantastorie alla commedia, grazie alla presenza di “KDD”- Kit dimensione donna – che propone in chiave ironica il kit necessario per tutte le donne che vogliono arrivare al matrimonio. Poi, ancora, gli “Ariò”, con melodie napoletane a mo’ di concertini. Dopo, scocca l’ora del “Teatro del Mattaccino”, giocoleria e acrobazia con “Clementino comico giocoloso”. Il gran finale è affidato ad una famiglia rom, la famiglia Bevilacqua, con tammurriate e tarantelle. Sarà l’occasione anche per ascoltare la regina del canto, Annarella, mentre Alfonso Bevilacqua sarà l’ospite d’onore e presidente della giuria della gara di organetto che si terrà il 10 settembre nell’ambito della “Juta” (in palio un organetto originale prodotto dalla “Dino Baffetti” di Castelfidardo, provincia di Ancona. A sorpresa, infine, potrebbe esserci la presenza della storica “Paranza di Giugliano”, autori di un particolare tipo di “tammurriata” con tamburo e piffero. Durante la serata, i bambini potranno cavalcare i pony e, in più, ci saranno calessi e cavalli bardati a festa. Sarà possibile anche degustare carne alla brace, bruschetta e vino. Domani inoltre, nell’ambito della serata dedicata alla gara dei dolci e dell’esibizione dei maestri del “Liscio festival” Enzo Scacchia e Gianluigi Barbieri, sarà possibile effettuare le iscrizioni per la gara di organetto che si terrà domenica 10 settembre durante la “Juta”.
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