Orsini e Petitto rilanciano l’Irpinia: “Il Sud è un’opportunità, ora servono infrastrutture e energia”

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Il contributo dell’Irpinia al processo di crescita e riscatto del Mezzogiorno, con uno sguardo particolare alle aree interne e alle loro potenzialità, a patto che siano messe nelle condizioni di esprimerle pienamente. È stato questo il filo conduttore dell’assemblea pubblica di Confindustria Avellino, ospitata questo pomeriggio all’Hotel de la Ville, sul tema “Sud protagonista: il contributo dell’Irpinia. Politiche, territori e prospettive di sviluppo”.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Provincia Rizieri Buonopane con il saluto istituzionale, seguito dagli interventi di Emilio De Vizia, presidente di Confindustria Campania, e di Angelo Petitto, nuovo presidente di Confindustria Avellino. Presente anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è intervenuto con un messaggio video. Le conclusioni sono state affidate al presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini.

Nel suo intervento, il neo presidente degli industriali irpini Angelo Petitto ha rivendicato un’idea di guida fondata sulla continuità ma anche sulla coralità del sistema produttivo locale. “Sarò un presidente in continuità. Ho richiamato il termine “Unione degli Industriali Irpini” proprio perché immaginiamo una maggiore coralità: abbiamo molti imprenditori, capaci e attivi in diverse filiere. Sono sicuro che, unendo tutte queste forze insieme, possiamo contribuire allo sviluppo e al progresso di questo territorio”.

Petitto ha quindi richiamato alcune delle partite decisive per il futuro dell’Irpinia, a partire dalle grandi opere infrastrutturali. “Ci sono state battaglie importanti che abbiamo seguito in prima persona, come l’Alta Capacità / Alta Velocità con la stazione Hirpinia e il ruolo energetico del territorio, sulle quali dobbiamo vigilare affinché vengano rispettati i tempi”, ha sottolineato.

Per il neo presidente di Confindustria Avellino, un ruolo centrale dovrà essere svolto anche dalla città capoluogo. “Sono inoltre convinto che la città capoluogo debba svolgere un ruolo centrale: deve tornare a muoversi. Cercheremo quindi di capire, con un approccio pragmatico, se esiste una soluzione che colleghi l’alta velocità al capoluogo”. Poi il richiamo ai nodi ancora aperti: “Oltre a questo, ci sono numerose problematiche — dall’acqua alle strade fino a molti altri servizi — che, a mio avviso, vanno migliorate per mettere le aziende nelle condizioni necessarie per competere”.

A dare una cornice più ampia al confronto è stato il presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini, che ha ribadito il proprio legame con il Mezzogiorno e con Avellino. “Essere qui è per me motivo di grande piacere. Credo che questo sia un territorio importante. Io, personalmente, sono molto affezionato al Sud e sono sempre contento di tornare ad Avellino”.

Orsini ha insistito sul valore strategico del Mezzogiorno per l’intero Paese. “Penso che il Sud rappresenti una grandissima opportunità per il Paese. Lo ha dimostrato negli ultimi anni, anche grazie alle misure che sono state messe in campo per la crescita. Credo che questa sia la strada giusta: abbiamo visto che con 4,8 miliardi stanziati dal governo in due anni si sono generati 28 miliardi di investimenti e circa 35.000 assunzioni”.

Per il numero uno di Confindustria, questi dati indicano con chiarezza la direzione da seguire. “È quindi evidente che questa è la direzione da seguire, anche perché l’Italia deve crescere a tutte le velocità. Il Sud oggi sta crescendo, grazie anche all’impegno messo in campo in questi anni, e continuerà a dare un contributo reale e significativo”.

Un altro passaggio chiave ha riguardato il ruolo degli imprenditori e la necessità di valorizzarli pienamente. “Gli imprenditori hanno dimostrato il loro valore e devono essere valorizzati. In un’Italia che sta andando a una buona velocità, sia al Nord che al Sud, il nostro obiettivo è colmare i divari ancora esistenti. Dobbiamo lavorare tutti insieme per essere competitivi, intervenendo soprattutto sul costo dell’energia, tema che dipende in gran parte dal governo”.

Proprio sul nodo energetico, Orsini ha indicato quella che considera la sfida principale per le aree interne, per il Sud e per l’intero sistema produttivo nazionale. “La situazione geopolitica è diventata ancora più complessa. Ci lamentavamo già prima, ma oggi serve una responsabilità condivisa da parte di tutti: istituzioni, partiti e territori”, ha osservato.

Da qui la richiesta di accelerare sulle rinnovabili. “Dobbiamo accelerare sulle energie rinnovabili, facendo in modo che ogni regione realizzi concretamente le concessioni già richieste per eolico e fotovoltaico. È fondamentale intervenire anche sull’idroelettrico”. Per Orsini, la posta in gioco è altissima: “Serve una grande responsabilità, perché l’energia è un bene strategico per la tenuta del sistema nazionale e per attrarre investimenti. Oggi purtroppo l’Italia ha costi energetici tra i più alti in Europa: finché non riusciremo ad allinearci agli altri Paesi europei, sarà difficile essere competitivi”.

Infine, il richiamo alle responsabilità istituzionali e territoriali: “Questa è la vera battaglia. È qui che dobbiamo impegnarci come governo e come regioni, che hanno una grande responsabilità. Non si può bloccare ogni progetto: serve superare atteggiamenti ostativi e favorire gli investimenti nelle rinnovabili in ogni regione e in ogni provincia”.