Ordinanza sui cinghiali, Ansalone attacca Carratù: “Provvedimento demagogico e inefficace”

0
1133

“L’ordinanza sui cinghiali firmata dal sindaco Carratù è un atto di demagogia che non risolve il problema e rischia solo di fare male agli animali”. È dura la presa di posizione della consigliera comunale del Movimento 5 Stelle di Montoro, Anna Ansalone, che interviene sul provvedimento contingibile e urgente numero 51 del 12 maggio 2026, con cui il Comune ha autorizzato la cattura dei cinghiali attraverso trappole mobili e introdotto specifici divieti per i cittadini.

Secondo Ansalone, insieme ad associazioni animaliste, ambientaliste, agricoltori e cittadini contrari all’ordinanza, il provvedimento rappresenterebbe “la scelta più semplice e mediatica” per affrontare l’emergenza fauna selvatica.

“Il sindaco – afferma – ha preferito apparire deciso davanti al problema senza affrontarne le cause reali. Invece di investire in soluzioni moderne, non letali e strutturali, si ricorre alle trappole, strumenti che provocano stress, ferite e sofferenze inutili agli animali, senza chiarire neppure quale sarà il loro destino”.

La consigliera pentastellata critica quello che definisce “un approccio esclusivamente repressivo”, sottolineando la mancanza di misure alternative come recinzioni elettrificate per proteggere le colture, sistemi dissuasori, sterilizzazione controllata o monitoraggio scientifico della popolazione dei cinghiali.

Nel mirino anche l’assenza di confronto preventivo con associazioni animaliste ed esperti del settore. “Si tratta di un’ordinanza populista – prosegue Ansalone – che scarica sugli animali responsabilità che sono prima di tutto umane: dall’abbandono delle campagne alla mancata gestione del territorio, fino ai fallimenti delle politiche regionali sulla fauna selvatica”.

Per il Movimento 5 Stelle, il problema non può essere affrontato contrapponendo agricoltori e ambiente. “I cinghiali non sono nemici da combattere – aggiunge – ma componenti della biodiversità il cui sovrappopolamento deriva da squilibri creati dall’uomo. Le catture isolate non risolvono il fenomeno, ma spostano semplicemente il problema altrove”.

Da qui la richiesta rivolta al sindaco Carratù di sospendere o ritirare l’ordinanza e aprire un tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte: agricoltori, ambientalisti, tecnici del settore e Regione Campania.

Tra le proposte avanzate da Ansalone e dalle associazioni ci sono l’installazione di recinzioni elettrificate nelle aree agricole più esposte, l’utilizzo di dissuasori acustici, luminosi e olfattivi, la creazione di zone cuscinetto con colture meno appetibili, una migliore gestione dei rifiuti urbani con cassonetti anti-intrusione e raccolta più efficiente, oltre all’avvio di progetti sperimentali di sterilizzazione o immunocontraccezione.

“Va inoltre chiarito preventivamente – conclude – il destino degli animali eventualmente catturati. La tutela dell’agricoltura non può passare attraverso la sofferenza inutile di esseri senzienti. Servono prevenzione, indennizzi rapidi agli agricoltori e una gestione scientifica della fauna, non provvedimenti emergenziali destinati soltanto a fare rumore”.