Operazione “Reality Show”:arrestata la banda dei distributori di benzina

24 Settembre 2005

Montella – E’ stata incastrata la banda dei furti ai danni di distributori di benzina dell’Alta Irpinia. Dopo mesi e mesi di attività investigativa, i Carabinieri della Compagnia di Montella, guidati dal Capitano Nicola Mirante, sono riusciti a cogliere con le mani nel sacco i due “amanti della benzina”. L’operazione, che si è conclusa alle prime luci dell’alba e che è stata denominata “Reality Show”, è stata illustrata nei dettagli dal Capitano Nicola Mirante nel corso di una conferenza che si è tenuta presso la sala stampa della Benemerita di Montella. Soddisfazione per il risultato raggiunto ma anche stanchezza: dalle 17.22 infatti fino alle 02.00 i Carabinieri, ben quindici i militari, sono stati impegnati nell’osservare, come un telespettatore in prima fila, le varie fasi del “Reality”. “Da quanto siamo riusciti a ricostruire nel corso delle settimane – ha esordito il Comandante Mirante -, la banda era composta da un uomo e da una donna, legati non solo da un rapporto ‘lavorativo’ ma anche affettivo, dalla fedina penale davvero ricca di reati. Basti pensare che M.M., queste le iniziali del 39enne di Castello di Cisterna, è noto all’Autorità Giudiziaria per essere ‘esperto’ di rapine, estorsioni, furti, dei cosiddetti ‘cavalli di ritorno’ ma, come ha lui stesso dichiarato, nel corso dell’interrogatorio, da mesi si era specializzato nei furti ai distributori di carburanti perchè ‘…sono più redditizi e si corrono meno rischi’”.

Alle 17.22 i Carabinieri si sono ‘accomodati’ in prima fila per assistere alla sigla del “Reality Show”: un militare, dopo aver smontato dal turno, si mette alla guida della sua auto ed imbocca la strada per tornare a casa. All’altezza del distributore di benzina “BigBon”, distante pochi metri dalla sede della Compagnia della Benemerita di Montella, nota un uomo ed un ragazzo che si aggirano nell’area di servizio con fare sospetto. Segnala, dunque, l’episodio al Comandante… e la macchina della Giustizia si mette in moto.

Alle 17.40: i due uomini ritornano in macchina, una Fiat Punto di colore grigio, e si allontanano. Intanto, il Carabiniere in libero servizio annota il numero della targa e lo trasmette ai colleghi della Compagnia. A seguito di accertamenti, anche incrociati, i militari acclarano che quel numero di targa risulta essere quello di un’autovettura, per l’appunto la Fiat Punto, intestata ad un pluripregiudicato di Castello di Cisterna. Il Capitano Mirante, dunque, si insospettisce e predispone un servizio mirato e come primo atto si reca dal titolare del distributore di benzina “BigBon”.

Alle 18.00: il benzinaio denuncia ai Carabinieri di aver rinvenuto del mastice nella serratura del sistema di allarme del distributore. “Acclarato che non si trattava di uno scherzo – ha spiegato il Comandante Mirante -, ho chiamato a rapporto quindici Carabinieri ed ho disposto un vero e proprio ‘accerchiamento’”. Due militari si nascondono nell’ufficio, un altro nell’area di servizio, altri tre Carabinieri invece si sono mimetizzati dietro siepi e muretti mentre altre due squadre hanno circondato l’intera zona.

Alle 22.30: nell’area del distributore di benzina arrivano un uomo ed una donna. Scendono dalla Fiat Punto – che era stata precedentemente segnalata dal Carabiniere in libero servizio – e si avvicinano all’ufficio. Controllano, con la scusa di scambiarsi effusioni, se il mastice che era stato apposto nel pomeriggio era integro. Ma non entrano in azione. C’è ancora gente nel bar che è situato proprio di fronte alla stazione di servizio e, quindi, ritornano in auto e si allontanano.
Il tutto ovviamente avveniva in diretta Tv (le telecamere a circuito chiuso dello stesso distributore di benzina e dell’Arma) ed i Carabinieri disciplinati assistevano al “Reality Show”.

Alle 24.50: la Fiat Punto ritorna nell’area di servizio. L’uomo e la donna scendono dalla vettura e si avvicinano alla porta d’ingresso dell’ufficio del distributore di benzina. L’uomo, con destrezza, posiziona un cartellone pubblicitario davanti alla serratura e mentre la donna “sorveglia”, il 39enne forza la serratura. La porta dell’ufficio ormai è aperta ma la banda non entra in azione. Nel frattempo, ben nascosti, i due Carabinieri restano all’interno dell’ufficio in attesa dell’ok dal Capitano Mirante.
Ore ed ore di scene filmate dalle telecamere a circuito chiuso che ora si trovano agli atti e che saranno, insieme al fascicolo inerente gli arresti, consegnati alla Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi come prassi.

Alle 02.10: M.M., il pluripregiudicato 39enne, e la sua complice S.M. 35enne anch’ella di Castello di Cisterna e già con precedenti penali, entrano in azione. Aperta la porta dell’ufficio la sorpresa… “sbucano” da sotto la scrivania i due Carabinieri, in borghese. M.M. e S.M. vengono agguantati dai militari. Immediatamente scattano ai loro polsi le manette e la traduzione in Caserma per l’espletamento delle procedure di rito.

A conclusione del lungo interrogatorio, il 39enne è stato associato alla Casa Circondariale di Sant’Angelo dei Lombardi mentre la 35enne è stata tradotta nella sezione femminile del Carcere di Bellizzi Irpino. Diversi i capi d’imputazione: dal concorso in tentato furto aggravato al porto abusivo di strumenti atti allo scasso – strumenti che sono stati rinvenuti nel portabagagli della Fiat Punto e che sono stati sottoposti a sequestro giudiziario – al danneggiamento.



(di Emiliana Bolino)

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