Operaio morto per la puntura dei calabroni: per il datore di lavoro condanna confermata

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CONTRADA- I giudici della I Sezione della Corte di Appello di Napoli hanno confermato la condanna nei confronti di un imprenditore boschivo a due anni di reclusione per omicidio colposo, accusa riferita alla morte di un suo dipendente aggredito da uno sciame di calabroni mentre tagliava legna sul Monte Faliesi. In secondo grado, dove era stato proposto ricorso, confermato il verdetto emesso nel gennaio del 2023 dal giudice monocratico del Tribunale di Avellino Vincenza Cozzino. Le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Nello Pizza e Cesare Fiorentino, la difesa rappresentata dall’avvocato Maria Luisa Macchia, che ha gia’ annunciato ricorso per Cassazione.
I FATTI
Il processo si riferiva alla morte del trentaseienne di Forino Angelo De Simone, titolare di una ditta individuale ma, come scoperto dalle indagini dopo la denuncia dei familiari, operaio presso l’impresa boschiva dell’imputato. Il 20 settembre 2017, mentre era intento a svolgere attività lavorativa, l’operaio era stato aggredito da uno sciame di calabroni. Il gravissimo shock anafilattico lo aveva mandato in coma al Moscati di Avellino, dove era deceduto dopo alcuni giorni di agonia. Le indagini coordinate dal pm Paola Galdo avevano portato al rinvio a giudizio dell’imprenditore, che avrebbe omesso di valutare i rischi specifici per la sicurezza dei lavoratori nel settore della silvicoltura. In particolare, nel caso specifico, un’adeguata formazione sui rischi di punture di insetto e sulla modalità di allertamento dei soccorsi, oltre anche ad una preparazione in caso di autosomministrazione di farmaci. Era contestata anche l’omissione di dotazione di presidi specifici per la protezione.
Il giudice ha disposto che la decisione sul risarcimento dei danni sia trattata in sede civile, condannato alle spese legali e rigettato la richiesta di provvisionale avanzata.