Omicidio Tornatore, colpo di scena. Un pentito “scagiona” Francesco Vietri

Omicidio Tornatore, colpo di scena. Un pentito “scagiona” Francesco Vietri

9 Settembre 2020

Omicidio Tornatore, colpo di scena. Un pentito “scagiona” Francesco Vietri. Le dichiarazioni di D.B, trasmesse alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli dal procuratore generale dopo essere state raccolte dai pubblici ministeri della Dda di Salerno, rendono necessaria la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale per il processo di secondo grado per gli imputati Francesco Vietri e Pasquale Rainone.

Davanti alla V sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli ieri è stata celebrata la prima udienza del processo di secondo grado per i due unici imputati del delitto di Michele Tornatore, dopo che è stata impugnata la sentenza emessa, in primo grado, dalla Corte di Assise del tribunale di Avellino.

Francesco Vietri, 56enne di Montoro, fu condannato al carcere a vita, con isolamento diurno per due mesi, mentre furono inflitti sei anni di reclusione a Pasquale Rainone dai giudici della Corte di Assise del tribunale di Avellino il 25 settembre dello scorso anno.

In quella circostanza il pubblico ministero della Dda ricostruì anche il movente alla base dell’omicidio di Tornatore, legato ai debiti contratti dalla vittima. Il corpo carbonizzato del 64enne – detenuto in regime di semilibertà, ucciso con un colpo di pistola alla testa e poi bruciato nell’auto presa a noleggio, nei pressi di una discarica in località Serre, una zona isolata al confine tra i comuni di Contrada e Montoro – fu rinvenuto il 7 aprile 2017.