Omicidio Lippiello, auto e telefonini gli indizi più gravi contro i presunti assassini

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Omicidio Lippiello

La loro vettura più volte avvistata nella zona dove è avvenuto il delitto incrociata con i tabulati e le celle telefoniche ed anche alcune dichiarazioni raccolte dai militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e della Compagnia dei Carabinieri di Baiano. Sarebbero questi i gravi indizi che all’alba hanno portato alla svolta nelle indagini sull’omicidio di Felice Lippiello. In carcere sono Salvatore Crisci, 47 anni, già noto alle forze dell’ordine e suo figlio Francecesco, poco più che maggiorenne ma già gravato da diversi precedenti (quello più grave per rapina ad un Tabacchi di Baiano). Il pm Vincenzo Toscano, il magistrato che conduce le indagini dei Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino, ha firmato nei loro confronti un decreto di fermo di indiziato di delitto di omicidio e di detenzione di arma, il coltello utilizzato nella serata del 6 febbraio per colpire all’arteria femorale Felice Lippiello, morto a causa della copiosa perdita di sangue nella disperata corsa in ambulanza verso il vicino ospedale Santa Maria della Pietà di Nola.
Proprio dalle telecamere di sorveglianza e dai frame estratti dai militari dell’Arma si sarebbe giunti ad identificare i due soggetti, anche per alcune caratteristiche legate al loro abbigliamento e riscontrate dai Carabinieri nella stessa notte del delitto, infatti i due Crisci erano finiti subito all’attenzione dei militari e trattenuti per tutta la notte negli uffici della Compagnia di Baiano prima e nella mattinata successiva al Comando Provinciale di Via Brigata. I due indagati sono assistiti dagli avvocati Walter Mancuso e Maurizio Lo Sapio. Nelle prossime ore dovranno comparire davanti al Gip del Tribunale di Avellino Giulio Argenio per l’interrogatorio di convalida del fermo eseguito dai Carabinieri, una prima verifica della solidità del quadro indiziario raccolto dai militari dell’Arma, che stanno comunque continuando le indagini per raccogliere altri elementi necessari a chiarire cosa è avvenuto, anche a confermare il movente, legato secondo una prima e provvisoria ipotesi investigativa all’ambiente dello spaccio di sostanze stupefacenti nella zona mandamentale.