Omicidio Gioia, il pm chiede 24 anni di reclusione a testa per Elena e Giovanni

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Omicidio Gioia, lunga e articolata requisitoria in aula del pm. L’udienza, ancora in corso, è a tratti interrotta dal mugugni di uno dei due imputati, Giovanni Limata, particolarmente nervoso. Non c’è la sua ex fidanzata, Elena Gioia. I due sono accusati di aver ucciso il papà di lei, Aldo Gioia. Un omicidio avvenuto due anni fa nel pieno centro di Avellino.

Il pm Russo ricostruisce nei minimi dettagli l’orribile fatto di sangue, soffermandosi molto sulla premeditazione dei due. Un omicidio pianificato nei minimi dettagli, in particolare nell’ultima settimana. Il pm dettaglia anche la dinamica: le 13 coltellate inferte da Limata, tre delle quali mortali, scagliate con grande violenza.

E poi, l’assurdo piano, ribadito anche pochi minuti prima dell’omicidio da Elena a Giovanni: uccidere anche mamma e sorella. Piano che non viene portato a termine, sottolinea il Pm, perché Limata non è un killer di professione. Altrimenti, spiega, saremmo stati in presenza di una strage. Russo ribadisce ciò che ha sostenuto più volte sullo stato mentale dei due: Elena e Giovanni sono capaci di intendere e volere.

Verso le 12, un piccolo siparietto di Limata che ha minacciato di uscire dall’aula, scambiandosi messaggi e baci con la mamma. Il giudice ha redarguito entrambi, Limata, barba lunga, si è poi seduto di nuovo.

Russo, alla fine quasi, è caustico: a Giulio Cesare 11 coltellate, a Gioia 13. Parla di un gesto brutale ma, dice, sono pur sempre una ragazzina e un soggetto sfortunato. È un incastro perfetto ma anche sfortunato, fa notare. Parliamo di due ragazzini, ribadisce il Pubblico Ministero. La pena base di 21 anni, ma secondo Russo è eccessivamente bassa. Al termine della requisitoria, dopo oltre due ore, chiede per i due imputati 24 anni di reclusione.