Omaggio a Mancino – De Simone: ‘Una carriera onore dell’Irpinia’

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Avellino – “Risale al 1956 il primo impegno di Mancino negli enti locali: alle elezioni amministrative di quell’anno divenne Consigliere Comunale di Montefalcione”. Una nota introduttiva quella del presidente della Provincia Alberta De Simone che vuole ripercorre le tappe di 50 anni di carriera, di dedizione nei confronti delle Istituzioni. “Nel 1960 si presentò candidato alla Provincia nel collegio di Atripalda e fu eletto insieme al nostro caro e compianto on. Nicola Adamo: furono indiscussi protagonisti di accesi dibattiti, animati da grande tensione morale e dalla ferma volontà di portare avanti, sia pure da sponde opposte, il riscatto dell’Irpinia. Mancino fu assessore alle Finanze e poi ai Lavori Pubblici: nell’esecutivo provinciale, a soli ventinove anni, maturò la prima grossa esperienza di governo ed iniziò ad acquisire quel bagaglio di competenze, che, insieme ai suoi titoli accademici e professionali, lo imporranno presto nel panorama regionale e nazionale. Nel 1967 da Presidente dell’Ospedale di Avellino (complesso di Contrada Pennini) (…). Nel 1969 divenne segretario provinciale della Democrazia Cristiana col voto determinante della delegata femminile, la preside Giuseppina Fierro… Nel 1970 fu candidato ed eletto alla Regione, dove rimase per sei anni prima nella funzione di capogruppo, poi di Presidente della Giunta e, infine, di segretario regionale. Da segretario regionale diede vita al primo governo della Campania appoggiato dall’esterno (mediante l’astensione) dal P.C.I.. Nel 1976 fu eletto al Senato della Repubblica e ne ha fatto parte fino all’estate 2006: trent’anni in ruoli sempre più prestigiosi. Capogruppo dei Senatori D.C. dal 1984 al 1992. Quando si sciolse la D.C. fu tra i fondatori del Partito Popolare Italiano e ricoprì la carica di Ministro dell’Interno del I Governo Amato, negli anni burrascosi e difficili della stagione di tangentopoli. In quel periodo conobbi da vicino Nicola Mancino: partecipammo insieme (ero Sindaco) ad un gran raduno delle Misericordie nel cinema Ideal di Atripalda: mi colpì il suo rigore istituzionale e la sensibilità ai diritti umani ed ebbi l’impressione che lui fu colpito dalla mia immediatezza e popolarità. Me lo avrebbe detto alcuni anni dopo. Ma quello che determinò in modo convinto la mia stima per Mancino fu la sua decisione di sciogliere per inquinamento camorristico alcune amministrazioni comunali del vallo di Lauro. Affrontammo da sponde diverse le politiche del 1994, quando proprio la divisione fra il centro e la sinistra spianò la strada al primo governo Berlusconi. Divenne capogruppo dei senatori P.P.I. e si adoperò non poco ad accompagnare e ad aiutare la nascita dell’Ulivo insieme a Gerardo Bianco, che allora era segretario nazionale del P.P.I. e a Massimo D’Alema, segretario del P.D.S. All’indomani della vittoria del 1996 fu eletto Presidente del Senato: fu un quinquennio di intensa attenzione all’Irpinia, sviluppata a largo raggio”. E poi “la campagna elettorale del 2001”. “Ha fatto onore all’Irpinia e per tutti noi è stato un punto di riferimento decisivo. Siamo sicuri che le sue qualità saranno al servizio dell’ordine giudiziario del nostro Paese (…) La magistratura è l’istituzione di garanzia per eccellenza (…) Proprio la necessità di una profonda riforma della giustizia avrebbe potuto rappresentare la migliore occasione per restituire alla POLITICA quella funzione alta, di indirizzo, di definizione di nuove regole improntate a valori civili, morali, democratici tali da restituire fiducia nelle istituzioni al cittadino italiano. Invece non c’è stata una politica sulla giustizia, un percorso di snellimento dei tempi dei processi, un’attenzione a garantire che i tribunali funzionino, ad assegnare personale, risorse, ad assicurare l’effettività della pena, ma l’esatto opposto di quella profonda riforma così necessaria per rendere il nostro sistema più efficiente, più aperto, più moderno e democratico. Riprendere un sano cammino riformatore, riannodare le fila del dialogo tra diversi organi costituzionali sarà un compito arduo nel quale Nicola Mancino, nella impegnativa funzione di vice presidente del C.S.M. non mancherà di far sentire le sue doti di equilibrio, la sua lunga esperienza e grande competenza e di onorare la terra di cui siamo figli, l’Irpinia. Auguri”.

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