Olio d’oliva: la Coldiretti scende in campo con una petizione

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Avellino – La Coldiretti scende in campo per tutelare l’olio d’oliva. Per combattere i fenomeni di contraffazione nelle etichettature. Per tutelare la salute dei consumatori. Una battaglia che in Campania e in Irpinia assume particolare rilevanza perché esistono produzioni di eccellenza, come l’olio di Ravece. Il direttore della Coldiretti, Giuseppe Licursi, annuncia una serie di iniziative di coinvolgimento e di sensibilizzazione. Una campagna che riguarda sia i comuni che i cittadini. Ai sindaci verrà inviata una nota in cui si spiegherà quanto sia importante che il governo attui la legge n. 204 del 2004 per l’indicazione obbligatoria del luogo di coltivazione e molitura delle olive nell’etichetta degli oli di oliva vergine ed extravergine. La Coldiretti sollecita, inoltre, la predisposizione di un sistema di controlli per la rintracciabilità dell’origine degli oli di oliva, al fine di prevenire contraffazioni e truffe ai danni dei consumatori. L’obiettivo è di difendere il vero olio di oliva quale prodotto di eccellenza del made in Italy agroalimentare. La Coldiretti di Avellino attuerà una petizione popolare a sostegno dell’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine dell’olio di oliva vergine ed extravergine. “Il grande tema di un nuovo modello di sviluppo locale – afferma il direttore Giuseppe Licursi – fonda la sua credibilità sulla capacità delle istituzioni e delle forze sociali di dare risposte ai cittadini consumatori che hanno diritto a regole trasparenti e sulla salvaguardia e promozione delle peculiarità e tradizioni del territorio”.

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