Occupata la sede dello Sdi irpino. Sale la protesta contro Mainolfi

6 Gennaio 2006

Avellino – Occupata ad oltranza in tarda serata la sede della Federazione Sdi avellinese. Sotto accusa Luigi Mainolfi “segretario- definito- accentratore”. I sindaci in prima linea, Franco Addeo di Marzano di Nola, Salvatore Alaia di Sperone, Edmondo Marra di Volturara, sostenuti dall’ex consigliere provinciale Antonio Di Benedetto, dal vice sindaco di Lauro Antonio Bossone, dal capogruppo dello Sdi avellinese Mattia Trofa, dal vice sindaco di Pago Casciello e di Domicella Casciello , unitamente ad altri iscritti etc. etc., hanno fatto sentire la loro voce. In maniera eclatante, questa volta. A sorpresa, verso le 21.15, la ribellione pacifica. Contro chi “ha superato addirittura un dittatore romeno per carica ed accentramento di potere”. Accuse pesanti che non fanno intravedere nulla di buono per uno Sdi contrassegnato, ora più che mai, da una spaccatura insanabile a patto che, “il segretario provinciale, nonché assessore provinciale, nonché componente della direzione regionale e nazionale dello Sdi non si decida a fare un passo indietro”. E’ Franco Addeo ad esprimere il ‘disappunto comune’ del gruppo che si è ritrovato alla Federazione irpina dopo gli inviti non andati a buon fine rivolti al massimo esponente socialista. “Non si chiedeva nulla di così strano”, sembra dire Addeo. “Semplicemente un’assemblea aperta a tutti i compagni per discutere della questione che ha travolto i consiglieri dello Sdi cancellati da Palazzo Caracciolo con una sentenza del Tar, delle dimissioni dell’assessore regionale Marco Di Lello, delle scelte decise in campo nazionale (cambiamento del simbolo…)”. Un confronto per giungere dunque, “preparati all’appuntamento elettorale”, prima ancora al Congresso Nazionale, la cui data è già stata fissata per il 3-4 febbraio prossimo Il diniego, insomma, da parte del massimo esponente del partito socialista non è andato giù ad un pezzo della compagine che ora punta i piedi contro Mainolfi. Contro chi “vuole a tutti i costi conservare la gestione di una rendita politica senza il consenso elettorale. Ha rifiutato di definire la data dell’assemblea, così come chiedevamo, perchè vuole andare al Congresso conservando le maggiori funzioni esterne del partito. Nemmeno Ceausescu aveva più incarichi ed accentramento di potere: non dà alcuna possibilità alla laboriosa periferia di Avellino di vivere. Eppure quest’ultima ha trovato la forza del partito. Per tutti questi motivi abbiamo deciso di occupare la Federazione in assemblea permanente, ferma e decisa”. Davvero un brutto ‘tiro mancino’ ad opera di alcuni compagni di partito che ora più che mai sembrano determinati e decisi a cavalcare la battaglia del ‘non ci sto’. Nessun dietro front fino a quando il vertice del partito avellinese non si metterà in discussione. Siamo sicuri che non mancheranno ulteriori commenti, polemiche e botta e risposta avvelenati che alimenteranno i giorni a venire. (di Lombardo – Bolino)


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