Nuovo clan Partenio, Valente: “Con Pasquale Galdieri nessun rapporto dal 2008 “

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NAPOLI – “Dottoressa, con Pasquale Galdieri non ci salutiamo dal lontano 2008, quando abbiamo litigato perchè gli fu rubato un cane nel recinto, un bull terrier se non sbaglio. Lui aveva sospetti su di me e gli dissi: se pensi a una cosa del genere allora non dobbiamo avere più rapporti. E così è stato”.

Carmine Valente, noto come Caramella, ha risposto così alla domanda del pm antimafia Simona Rossi sui suoi rapporti con i fratelli Galdieri, in particolare con Pasquale, presunto capo del Nuovo Clan Partenio. Per questo motivo Valente, che ieri mattina ha deciso di sottoporsi all’esame da imputato nell’aula bunker di Poggioreale, ha ricordato che la mattina del blitz contro il clan espresse ai Carabinieri tutta la sua sorpresa per il coinvolgimento con il presunto boss di Mercogliano. Un lungo esame quello di Valente, il pastore di Capocastello già condannato per associazione nel maxi-processo al Clan Cava, poi finito nelle indagini di Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli per essere ai vertici del sodalizio erede del clan Genovese.

Nessun rapporto con Galdieri anche per questo, riferendosi a M. C. C, la super-teste del processo per le aste (su esplicita domanda del suo difensore Raffaele Bizzarro e del difensore di Nicola Galdieri Gaetano Aufiero e D’Avino) ha raccontato di aver troncato con lei ogni rapporto proprio per averlo chiamato in causa durante la lite su una casa all’asta tra la stessa e Galdieri. Le dissi: ma come ti sei permessa di citarmi se con questi non ho rapporti. Rapporti di semplice conoscenza “anche perchè Mercogliano è un paese piccolo e ci conosciamo tutti” anche con Beniamino Pagano e Carlo Dello Russo. Valente ha invece escluso di conoscere i fratelli Nigro e in particolare Nigro Ernesto: “l’ho visto la prima volta in videoconferenza in questo processo” ha esclamato Valente.

La pm antimafia ha voluto anche chiedere a Valente se avesse mai conosciuto Amedeo Genovese, il defunto capoclan: “Si, l’ho conosciuto nel carcere di Voghera dopo il mio arresto nel 2008” ha chiarito Valente. E quando il magistrato gli ha chiesto se avesse cognizione del motivo per cui Genovese era detenuto, ha spiegato: perchè dicevano che era capo del clan Partenio mi pare. Davanti al collegio presieduto dal giudice Gian Piero Scarlato rispondendo alle domande del magistrato antimafia, Valente ha anche respinto l’accusa di aver concorso a un’estorsione. Conosceva l’imprenditore altirpino perchè agli inizi degli anni 2000 aveva realizzato dei lavori in località Sant’Anna, dove lui era solito pascolare il suo gregge. E quando a distanza di anni aveva avuto necessità di alcuni gabbioni e di pali per le capre, si era rivolto prima a un cugino e, dopo aver appreso della rottura dei rapporti, aveva fatto riferimento a lui.

Come si arriva alla famosa busta con “il regalo” rispedito al mittente da Valente? In uno degli incontri per definire la consegna di pali e gabbioni (poi mai avvenuta per stessa ammissione del Valente) si sarebbe trovato per caso a Capocastello anche Giulio Maffettone, l’ex braccio destro di Biagio Cava ucciso poi in un agguato, che doveva ritirare un cane da Valente. Quando gli era stato presentato il costruttore, Maffettone avrebbe esclamato: perchè non ci fate un regalo? La cosa avrebbe fatto innervosire Valente: “Abbiamo avuto una discussione, gli dissi: ma come ti viene? E’ un amico”. A distanza di un mese, mentre stava realizzando insieme ad altre persone la palizzata, da Valente si presenta il figlio dell’imprenditore con una busta: “Papà vi ha mandato un regalo”. Senza neppure aprirla, come ha spiegato, Valente avrebbe mandato indietro la stessa: non voglio nessun regalo. E a distanza di qualche settimana lo avrebbe anche spiegato allo stesso imprenditore. Una versione dei fatti contenuta anche in una memoria scritta inviata da Valente al collegio presieduto dal giudice Scarlato. In aula si tornerà il prossimo 19 dicembre per ascoltare M. C. C la teste del caso aste.