Novolegno – Confermati i licenziamenti: linea dura della Feneal-Uil

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La Feneal -Uil e la Segreteria Generale della UIL esprimono forte preoccupazione per l’andamento della vertenza Novolegno e per la mancanza di risultati positivi a seguito del primo incontro, tenutosi questa mattina presso la Prefettura di Avellino. Confermata dall’Azienda la procedura di licenziamento e messa in mobilità di 63 lavoratori nonostante la pressante richiesta di Feneal-Uil, Filca-Cisl E Fillea-Cgil e della RSU di sospendere ogni iniziativa di ridimensionamento dell’organico nella struttura industriale di Montefredane e della contestuale disponibilità a ragionare delle condizioni produttive ed organizzative dell’Azienda.
Dopo ampia discussione l’incontro tra le parti è stato aggiornato al giorno 3 settembre, sempre presso la Prefettura, che sarà preceduto da un incontro sindacale, in sede Confindustria, per un’analisi preventiva delle problematiche oggetto della vertenza. “La nostra organizzazione – si legge nella nota della Feneal Uil – sindacale, di categoria e confederale, è al fianco dei lavoratori e svilupperà ogni iniziativa per salvaguardare i posti di lavoro, per impedire i tagli occupazionali ed il ridimensionamento della struttura produttiva in uno stabilimento storico della provincia di Avellino nel settore legno”.
Frattanto resta in itinere la mobilitazione e lo stato di agitazione del personale, i dipendenti si confronteranno in un’apposita assemblea già convocata per lunedì 31 agosto alle ore 13 presso lo stabilimento di Montefredane. “La fumata nera di questa mattina è significativa di un approccio negativo dell’Azienda rispetto alla vertenza che vuole scaricare sui lavoratori la crisi di mercato e gli intendimenti del Gruppo di voler ridimensionare lo stabilimento in provincia di Avellino e razionalizzare i costi aziendali a danno dei lavoratori irpini. Ad ogni costo impediremo unitariamente la realizzazione di questo obiettivo, lo stabilimento di Avellino ha necessità di superare il momento di crisi con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali ordinari e di riorganizzare la struttura produttiva per renderla pronta a rientrare nei mercati nazionali ed internazionali dei pannelli MDF”.

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