FOTO/ Notte di terrore a Rione Parco, una mano dolosa dietro le fiamme a camper e auto?

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Ci potrebbe essere una mano dolosa dietro il rogo che ieri notte ha costretto i Vigili del Fuoco a sgomberare un’intera palazzina di Rione Parco, più precisamente in Via Leonardo Di Capua, dove a finire in fiamme sono stati un camper parcheggiato da tempo sotto ad uno dei condomini della zona e due vetture una Fiat Panda e una Cinquecento. Al momento proprio quella di un raid doloso e’infatti una delle piste che seguono gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Avellino. Anche perché due elementi impongono in questo caso un vaglio attento agli agenti agli ordini del primo dirigente Gianluca Aurilia. Il primo è legato al proprietario di due dei tre mezzi finiti in fiamme. A partire da quello da cui si è azionato l’incendio, ovvero un camper. Si tratta di familiari di Omar D’argenio, l’ex dj coinvolto in vicende di spaccio e raggiunto nel giugno del 2022 da una misura cautelare insieme ad altri dieci indagati. Una vendetta nel settore sempre più in crescita della droga in città? E’ uno degli interrogativi e sarà sicuramente valutato dagli inquirenti. Il secondo aspetto è più tecnico, ovvero il fatto che, nonostante sul posto non siano state trovate tracce di innesco, quelle che possono dire con certezza che si tratti di un atto doloso, lo stesso fatto che il camper sia stato parcheggiato da tempo in quel posto escluderebbe l’ipotesi di un corto circuito. Anche se sarà da valutare l’ipotesi che il mezzo fosse utilizzato o acceso saltuariamente. Intanto il dato certo è che tre famiglie residenti nella palazzina sono ancora evacuate. Le fiamme altissime hanno lambito il palazzo e mandato fuori uso parte dei sotto servizi. Anche in questo caso il provvidenziale intervento dei caschi rossi ha evitato il peggio.

I proprietari dei due veicoli in fiamme, attraverso il loro legale Danilo Iacobacci hanno escluso ipotesi dolose e parlato di un corto circuito.