Non solo lo scippo della tuta, schiaffi a Micovschi e minacce a Maniero: la folle notte post Avellino-Foggia

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Non solo lo scippo della tuta sociale a Claudiu Micovschi in quanto “non degno di indossarla”, il calciatore è anche stato strattonato per il collo e schiaffeggiato al volto. In più sono volate minacce di morte per il compagno di squadra Riccardo Maniero, anche lui inseguito da un auto al termine della partita che ha desistito solo quando l’attaccante ha imboccato l’autostrada per Napoli.

La follia ultras del post Avellino-Foggia, gara che ha decretato l’uscita della squadra biancoverde dai Playoff, acquista sempre più inquietanti dettagli. Già al termine del match del “Partenio-Lombardi” le frange ultras hanno presidiato via Greco, all’altezza della “Tribuna Terminio”, con lo scopo di raggiungere la porta carraia dello stadio per contestare i calciatori all’uscita e farsi consegnare simbolicamente le maglie. Proposito, quest’ultimo, non realizzato per l’attività di mediazione portata avanti dal personale della Digos e dalla contestuale presenza delle Forze dell’Ordine.

E’ da qui che probabilmente nella mente di alcuni giovani, noti in quanto facenti parte di un gruppo ultras attualmente sottoposto a Daspo, è nata l’idea della spedizione punitiva: inseguire i calciatori mentre rientravano nelle loro abitazioni per farsi consegnare le maglie.

Ad avere la peggio il rumeno Micovschi, che mentre era a bordo della propria Audi insieme al connazionale e compagno di squadra Marius Andrei Mokanu è stato bloccato da più auto nei pressi della rotatoria di Mercogliano di via Nicola Santangelo all’incrocio con via Loreto. Schiaffi, strattonamenti e la tuta contrassegnata dal numero 25 fatta sfilare perché “non degno di portarla”. “Siete tutti delle merde” gli è anche stato gridato, oltre alla minaccia rivolta al compagno Maniero: “Dì al quel bidone che lo ammazzo”.

Spedizione punitiva a Micovschi: le immagini dell’aggressione

Anche il numero 19 dei Lupi, come detto, è stato inseguito mentre rientrava a casa. Una giovane con capelli lunghi e neri gli avrebbe gridato “Ta ferma’! Ta ferma’” accostandolo con un altro veicolo. A raccontare gli episodi proprio i calciatori coinvolti, parole corroborate dalle immagini della video-sorveglianza acquisite nel corso delle indagini.

Tre i giovani finiti ai domiciliari: un 2000, uno dell’89 e un altro dell’88. Si cerca ancora di identificare la giovane e altre due persone coinvolte.

Nei confronti dei soggetti la Procura di Avellino ha emesso un decreto di perquisizione locale e personale che, eseguito dalla Digos il 14 maggio scorso, ha portato al rinvenimento di significativi elementi di riscontro, tra cui la stessa tuta fatta sfilare a Micovschi. L’Us Avellino ha condannato fermamente in una nota gli episodi.