“Non accettiamo sconti su quello che ci aspetta”: 4° Global Strike e Black Friday, studenti in piazza

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Sono 30 mila gli studenti scesi in piazza da tutta la Campania per rivendicare il proprio diritto al futuro. Ad Avellino il corteo è partito dalle 9:00 di questa mattina da via Pescatori e come di consueto ha attraversato Corso Vittorio Emanuele. “Non accettiamo sconti su quello che ci aspetta” hanno gridato a gran voce i ragazzi in questo quarto sciopero mondiale per il clima che coincide con la giornata del Black Friday, la giornata dei saldi fuori stagione.

“Oggi puntiamo il dito contro i potenti del mondo, gli stessi che si riuniranno in occasione della Cop25 per discutere di ambiente e cambiamenti climatici, noi e solamente noi che stiamo invadendo le strade di tutta Italia da un anno a questa parte, possiamo avere voce in capitolo su ciò che ci riguarda in primo piano” dichiara Manuel Masucci, coordinatore dell’Unione degli Studenti Campania, “siamo stanchi che siano altri a decidere sul nostro futuro” continua.

A Salerno è stato appeso uno striscione per l’acqua nera che da alcuni giorni si sta rilevando sulle coste della città, chiedendo risposte immediate da parte delle istituzioni; a Napoli il corteo continua a snodarsi per le strade della zona industriale di Napoli Est, direttamente colpita non solo dall’emergenza rifiuti, ma anche dagli sversamenti illeciti della Q8 sul territorio; anche a Sant’Arsenio è stata svolta un’azione sui problemi del territorio: i giovani mettono in luce infatti il problema della sanità pubblica e a questo è rivolto lo striscione apposto all’ospedale di SS. Annunziata, la cui struttura è tuttora abbandonata.

“In ben 10 città in tutta la Campania gli studenti chiedono risposte concrete e tempestive; anche se il parlamento europeo ha approvato la dichiarazione di emergenza climatica, sulla scia di tutte quelle approvate in scuole, città e regioni negli ultimi mesi, a seguito delle grandi mobilitazioni di Fridays tor Future, continueremo a protestare, perché la dichiarazione di emergenza climatica non resti un mero atto simbolico, ma la base per un’inversione di rotta radicale” aggiunge Manuel Masucci.