“Non accettiamo sconti su quello che ci aspetta”: 4° Global Strike e Black Friday, studenti in piazza

“Non accettiamo sconti su quello che ci aspetta”: 4° Global Strike e Black Friday, studenti in piazza

29 Novembre 2019

Sono 30 mila gli studenti scesi in piazza da tutta la Campania per rivendicare il proprio diritto al futuro. Ad Avellino il corteo è partito dalle 9:00 di questa mattina da via Pescatori e come di consueto ha attraversato Corso Vittorio Emanuele. “Non accettiamo sconti su quello che ci aspetta” hanno gridato a gran voce i ragazzi in questo quarto sciopero mondiale per il clima che coincide con la giornata del Black Friday, la giornata dei saldi fuori stagione.

“Oggi puntiamo il dito contro i potenti del mondo, gli stessi che si riuniranno in occasione della Cop25 per discutere di ambiente e cambiamenti climatici, noi e solamente noi che stiamo invadendo le strade di tutta Italia da un anno a questa parte, possiamo avere voce in capitolo su ciò che ci riguarda in primo piano” dichiara Manuel Masucci, coordinatore dell’Unione degli Studenti Campania, “siamo stanchi che siano altri a decidere sul nostro futuro” continua.

A Salerno è stato appeso uno striscione per l’acqua nera che da alcuni giorni si sta rilevando sulle coste della città, chiedendo risposte immediate da parte delle istituzioni; a Napoli il corteo continua a snodarsi per le strade della zona industriale di Napoli Est, direttamente colpita non solo dall’emergenza rifiuti, ma anche dagli sversamenti illeciti della Q8 sul territorio; anche a Sant’Arsenio è stata svolta un’azione sui problemi del territorio: i giovani mettono in luce infatti il problema della sanità pubblica e a questo è rivolto lo striscione apposto all’ospedale di SS. Annunziata, la cui struttura è tuttora abbandonata.

“In ben 10 città in tutta la Campania gli studenti chiedono risposte concrete e tempestive; anche se il parlamento europeo ha approvato la dichiarazione di emergenza climatica, sulla scia di tutte quelle approvate in scuole, città e regioni negli ultimi mesi, a seguito delle grandi mobilitazioni di Fridays tor Future, continueremo a protestare, perché la dichiarazione di emergenza climatica non resti un mero atto simbolico, ma la base per un’inversione di rotta radicale” aggiunge Manuel Masucci.