Neonazisti, l’irpino gestiva il canale “Protocollo 4” odio antisemita e omofobo, negavano la Shoah

0
1485

MONTORO– “Una figura allarmante essendo non solo un cultore dell’ideologia nazista  in tutte le sue manifestazioni, comprese quelle più oscure e violente, probabilmente un amante della violenza fine a se stessa”. E’ cosi’ che nelle oltre duecento pagine di misura cautelare il Gip del Tribunale di Napoli Federica De Bellis tratteggia il profilo del quarantasettenne montorese Michele Rinaldi, il vicepresidente del gruppo suprematista bianco “Ordine di Hagal” gia’ finito nel maggio e nell’ottobre 2021 sotto inchiesta da parte della Dda di Napoli e oggetto di perquisizioni eseguite dal personale della Digos di Avellino agli ordini del vicequestore Vincenzo Sullo e della Digos di Napoli che ha condotto le indagini su delega del pm antiterrorismo Antonello Ardituro. Questa mattina e’ finito in carcere insieme ad altri quattro presunti complici con l’accusa di associazione  con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Insieme a Rinaldi i destinatari di misura cautelare in carcere nell’ambito dell’indagine della procura di Napoli sul gruppo neonazista Ordine di Hagal sono Maurizio Ammendola, Massimiliano Mariano e Giampaolo Testa.  Ha l’obbligo di dimora Fabio Colarossi per la sola ipotesi di istigazione.
LE INDAGINI
Ad incastrare Rinaldi proprio  il materiale rinvenuto nella sua disponibilità a seguito delle perquisizioni eseguite dalla Digos di Napoli ed Avellino  il  15 maggio 2021 nella sua abitazione. Infatti la Polizia  ha  sequestrato quello che e’ stato definito “copioso materiale di interesse investigativo”. Per gli inquirenti si tratta di materiale video e documentale ” dal contenuto apertamente omofobico, antisemita, negazionista, nazista, suprematista e razzista’. In particolare un video ha colpito Polizia e magistrati:” in particolar modo un video in lingua straniera con sottotitoli in italiano, dal titolo “Per non dimenticare” perché presenta tra gli altri contenuti  interviste di uomini e donne che parlano dell’esperienza che avrebbero vissuto all’interno del campo di concentramento di Auschwitz, raccontando di aver fatto parte di orchestre musicali, di aver giocato in incontri di calcio e di aver partecipato a varie iniziative culturali promosse all’interno del campo, tentando di proporre un’immagine positiva del campo di concentramento e sostenendovi la maggioranza dei deportati sarebbero sopravvissuti”. Decine sono i contenuti che vengono immessi su piattaforme social e internet da Rinaldi, che si confronta abitualmente con il promotore del gruppo Ammendola sui contenuti da condividere in rete, rivolgendosi all’ Ammendola  con il significativo appellativo di “capitano” e come emersi i due si confrontano anche sulla situazione nazionale dell’estrema destra e sulle azioni da intraprendere.
IL CANALE TELEGRAM
Rinaldi gestiva il canale Telegram denominato “Protocollo 4”, quello maggiormente utilizzato nell’ordine di Hagal  per diffondere attraverso Rinaldi che lo amministra messaggi di chiara ispirazione nazista e antisemita, visto che trattandosi di un canale telegram sullo stesso possono pubblicare articoli solo il proprietario del canale e gli amministratori eventualmente nominati. Secondo la polizia giudiziaria anche la sua denominazione ha funzione evocativa, poiché si e’ ipotizzato  che il nome sia una citazione dei “Protocolli dei Savi di Sion” un falso documento elaborato della polizia segreta zarista sull’antisemitismo mondiale secondo il quale esisterebbe una cospirazione ebraico massonica, che ha come obiettivo quello di impadronirsi del mondo.  La Digos ha  accertato che le attività di pubblicazione dei documenti su sul canale telegram iniziata nel luglio del 2018 hai visto un’attività sempre crescente al punto che nel settembre dell’anno del 2021 ha raggiunto la quota considerevole di 667 iscritti interessati ai temi e documenti delle estremismo bianco di destra. Per fare  proseliti nell’ultimo periodo erano spuntati anche vari interventi di stampo no vax.