Nel 2023 in Irpinia 77 incendi boschivi, 46 roghi negli ultimi 5 anni sulle stesse aree

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AVELLINO- Nel 2023 in provincia di Avellino ci sono stati 77 incendi boschivi, che hanno riguardato una superficie in totale di 344 ettari, nello specifico 152,49 di area boccata e 182,31 di area non boscata.

Si tratta del 19% degli incendi sul territorio regionale e dell’11% di superficie percorsa dal fuoco a livello regionale. Sono i dati principali che il comandante dei Carabinieri Forestali Fernando Sileo ha presentato ieri, chiudendo l’incontro promosso sulla prevenzione incendi al Carcere Borbonico.

Uno studio dettagliato quello dei Carabinieri che ha poi verificato quanti eventi hanno interessato le aree protette, in Irpinia prevalentemente i Parchi regionali. Gli incendi complessivi nelle aree protette sono stati 15, con una superficie attraversata dal fuoco di 44,54 ettari, 17 dei quali in area boscata e 26 in area non boscata. Una rilevanza per il 2,97 della media regionale. Lo studio Analitico dei Carabinieri Forestali ha registrato su un periodo storico che va dal 2018 al 2023 un significativo calo nell’ultimo triennio. Basti pensare che nel 2020 e nel 2021 gli incendi avevano superato quota 100 eventi.

Rispetto a questi eventi, i Carabinieri Forestali hanno anche analizzato comune per comune quale territorio presentasse il maggior numero di eventi. Alla luce della ricostruzione condotta, infatti, si è potuto rilevare che per gli incendi boschivi e’ il Comune di Chiusano San Domenico quello che ha registrato i maggiori eventi, sono 8, segue il Comune di Calabritto con 5 eventi, i comuni di Lapio e Montefalcione con 4 eventi, i comuni di Caposele, Cervinara, Guardia dei Lombardi, Montaguto, Montemarano, Roccabascerana e Sant’Angelo a Scala.

C’è un altro dato molto significativo, quello della ripetitività degli eventi nel corso dell’ultimo decennio. E qui emerge un numero che fa riflettere:

46 dei 77 eventi avvenuti nelle stesse aree colpite in Irpinia nel 2023 sono registrati in una fascia temporale tra 0 e 5 anni, mentre nove in una fascia tra i 5 e i 10 anni, 4 nei dieci anni, 13 mai avvenuti nella stessa fascia e 5 non disponibile come dato. Partendo proprio da quest’ultima rilevazione il comandante dei Carabinieri Forestali ha messo in evidenza una cosa: il dato conferma che le aree colpite da incendi boschivi sono caratterizzati da una elevate ripetitività del fenomeno. Pertanto, oltre ad un’azione incisiva di sorveglianza nel periodo di massima pericolosità- ha ripetuto Sileo- vanno affrontate, anche in termini repressivi, tutte quelle situazioni di profitto illegale tratto dell’incendio (pascolo, raccolta frutti del sottobosco, bracconaggio, trasformazione abusiva del soprassuollo boschivo in altre colture”.