Musei Ariano: finanziamenti per Biogeo e Civiltà Normanna

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Circa 12mila euro per “Biogeo”, Museo di storia della Terra e della Vita, istituito dalla Fondazione Biogem e circa 9mila euro per il Museo della “Civiltà Normanna”, curato del Centro Europeo di Studi Normanni. Entrambi godono del riconoscimento di “interesse regionale”, dal 2014 il primo e dal 2011 il secondo. Piccoli ma importanti finanziamenti da parte della Regione Campania per dare nuova linfa ai musei di Ariano Irpino.

Biogeo può così realizzare il progetto di “Implementazione degli Exhibit Multimediali: Cinema 7D e MegaPiramide 3”, mentre il Museo della Civiltà Normanna potrà realizzare un “bookshop” appena sarà completato il trasferimento dal Castello a Palazzo Bevere in fase di ultimazione.

Non è stato invece finanziato il progetto presentato dal Comune di Ariano Irpino per il Museo Civico e della Ceramica “tra promozione e viaggio multimediale” che tra purtroppo risulta chiuso per carenza di personale e che rischia di perdere il riconoscimento di interesse regionale (2008) poiché tra i requisiti richiesti per mantenere lo “Status”, c’è proprio quello di garantire una fruibilità continuativa.

Una stagione nera per i musei arianesi che ne vanterebbe ben sette, peccato che la metà di questi non è visitabile. E pensare che la città fino a quelche anno fa deteneva un lusinghiero primato che l’ha portata ad essere citata nel rapporto “Cidac”, la prestigiosa classifica delle Città d’arte del Mezzogiorno, per l’alta densita museale ossia il rapporto tra numero di musei e numero di abitanti.

Fatti salvi il Museo Diocesano (Status Regionale dal 2009), il Museo degli Argenti, quello dedicato a “Giuseppina Arcucci”, gestiti dalla curia, visitabili su richiesta, e “Biogeo”, presso il Centro di ricerca Biogem, preso d’assalto dalle scolaresche di tutta la regione, restano chiusi come detto, il Museo Civico e della Ceramica di Palazzo Forte per carenza di personale, il Museo della Civiltà Normanna in fase di trasferimento a Palazzo Bevere ed il Museo Archeologico.

Su ques’ultimo va speso un capitolo a parte: ad ottobre del 2018 fu trasferito da Palazzo Anzani a Palazzo Forte, una scelta dell’amministrazione dell’epoca per eliminare le spese di affitto e per creare un’unico polo museale con il Museo Civico e della Ceramica. Locali accoglienti, luminosi ed eleganti ma, la Soprintendenza non ha mai più allestito l’esposizione poichè, a suo avviso, andava realizzato un progetto per un nuovo “percorso museale”. C’erano stati anche dei volontari che, gratuitamente, si erano offerti di ripristinare il precedente percorso museale ma la loro istanza non è stata accolta e centinaia di importanti reperti archeologici, a distanza di quasi 5 anni, continuano a restare stipati nelle cassettine della frutta e l’Antiquarium chiuso al pubblico. Sembra che tra i progetti dell’attuale amministrazione comunale vi sia quello di portare il Museo Archeologico nel Castello, il che comporterebbe un’ulteriore allungamento delle tempistiche.

È innegabile che Ariano possieda una grande potenzialità, un circuito museale tutto da sfruttare e per tutti i gusti: dall’arte sacra alla maiolica, dalla storia alla scienza, dall’archeologia alla paleontologia, ed invece questa potenzialità viene mortificata. I ponti di Pasquetta, 25 aprile e Primo maggio sono passati, sta passando anche il periodo delle gite scolastiche e i musei restano chiusi. L’auspicio è che non passi anche l’estate.