Movimento Azione Sociale, i primi 100 giorni di Foti

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In un clima di generale incertezza e disillusione della città sul proprio presente e su ciò che riserverà il futuro, ha avuto inizio l’Amministrazione del sindaco Foti. Mai come in quest’ultima tornata elettorale per le elezioni comunali di Avellino si è riscontrata una percentuale così bassa di partecipazione al voto. Una campagna elettorale contraddistinta da vuote parole e da vane promesse che hanno certamente allontanato l’elettorato da una politica miope, priva di contenuti e distaccata dalla realtà. Vince il centrosinistra con un’affluenza alle urne al secondo turno di appena il 54% dell’elettorato. Esulta il sindaco Foti per un successo personale anomalo e contraddittorio in quanto dati alla mano, la sua maggioranza rappresenta solo una parte minoritaria degli avellinesi aventi diritto al voto. L’appartenenza politica di questa nuova maggioranza non può ritenersi di sinistra ma neppure di centrosinistra. Le alleanze moderate del PD al secondo turno con il partito delle banche, lista Scelta Civica, con la lista Davvero di Gianluca Festa e quella di Noi Sud di Arturo Iannaccone (ex deputato Movimento per l’Autonomia alleato con il PDL), ci consegnano una composizione eterogenea della maggioranza di cui la componente di sinistra è davvero impercettibile. Risultano quindi prevedibili e naturali i mal di pancia e le dure prese di posizione di parte della dirigenza locale del PD contro la svolta centro-moderata della segreteria provinciale. Un PD che ha sperimentato ad Avellino quello che molto probabilmente accadrà a livello nazionale con la scelta di Matteo Renzi, quale segretario e candidato premier del centro-sinistra. Le origine democratico e cristiane del sindaco di Firenze sposteranno inevitabilmente il baricentro politico dal PD verso il centro o verso una svolta moderata con una spiccata propensione ad una economia liberista. L’Amministrazione Foti si trova dunque a governare una città con un risultato elettorale non lusinghiero ed una coalizione solo apparentemente compatta e stabile, a causa della delusione che serpeggia tra gli alleati non ricoperti di incarichi o assessorati e delle forti tensioni interne che vive il PD, il cui congresso provinciale potrà serbare molto sorprese ed importanti ricadute sulla stessa maggioranza cittadina. Esprimere un giudizio positivo o negativo sui primi mesi della giunta Foti sarebbe possibile qualora la stessa avesse compiuto concrete azioni amministrative sul territorio, che avrebbero consentito la comprensione del modus operandi e le priorità della nuova maggioranza. L’avvio stentato ed il sostanziale immobilismo dell’Amministrazione rischia invece di rendere ancora più preoccupante un quadro economico e sociale della città già molto complicato. Dall’inizio della campagna elettorale fino ai giorni nostri la nuova maggioranza ha concentrato le proprie attenzioni sui concetti di area vasta e di piano strategico. Il concetto di area vasta necessiterebbe l’integrazione della nostra città con i centri più vicini che ne costeggiano il perimetro, per trasformare il capoluogo di provincia in un territorio omogeneo più vasto e con maggiore forza contrattuale con la Regione Campania. Tale proposta certamente accattivante ed ambiziosa avrebbe bisogno di contenuti e di una programmazione vasta e composita al fine di accogliere le istanze e i bisogni di un’area così ampia. L’Amministrazione per il momento non ha riempito di contenuti tale idea ed il piano strategico, strumento programmatico del nuovo modello di sviluppo, rappresenta tuttora una geniale trovata elettorale, un mero contenitore di progetti ancora inesistenti. Sulla questione del piano strategico la giunta Foti si gioca una fetta importante della sua credibilità ed il metodo adottato per la sua redazione non convince la nostra Associazione. Se è condivisibile sempre e comunque il confronto tra il Comune e le associazioni cittadine, i sindacati, gli ordini professionali ed il mondo dell’imprenditoria, ciò deve avvenire sempre nel rispetto dei rispettivi ruoli di competenza. Nel caso specifico la nuova Giunta ha dapprincipio il compito e il dovere di illustrare le linee guida del nuovo modello di sviluppo e solo dopo confrontarsi con la cittadinanza al fine di raccogliere spunti e soluzioni funzionali al piano strategico. L’Amministrazione ha invece ritenuto di procedere immediatamente ad incontri con le parti sociali, utilizzando in tal modo un metodo similare a quello consociativo e non partecipativo, con il serio rischio di redigere un piano di sviluppo disarticolato, pieno di contraddizioni e frutto di equilibrismi e compromessi. Non intendiamo elencare le opere pubbliche da realizzare, da completare o quelle in progressivo decadimento che avrebbero necessità di immediato intervento, ma dedicarci brevemente sulle novità del caso Tunnel. Possiamo ormai ritenere che ci sia una vera e propria emergenza Tunnel, in quanto la fine della sua realizzazione è diventato un vero mistero. L’Amministrazione comunale, con l’assessorato al ramo, ha ammesso che alcuni passaggi tecnici ed amministrativi non risultano chiari e limpidi alla loro comprensione, e nel frattempo sta cercando di rintracciare la somma “irrisoria” di 700 mila euro per realizzare una variante al progetto per la viabilità di accesso ai parcheggi di Piazza Libertà. Altro spreco di denaro pubblico che non garantisce la fine di un incubo, che tutti noi ci auguriamo termini al più presto. La nota lieta è invece la riapertura del cantiere di Valle per l’ultimazione dei lavori del Centro per l’autismo. Una grande battaglia di civiltà a tutela del diritto alla salute e alla qualità di vita di ragazzi più sfortunati di noi. Il nostro auspicio è che il cronoprogramma che prevede il completamento del Centro in sei mesi venga rispettato per offrire alla città una struttura sanitaria pubblica all’avanguardia.

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