La mostra su vittime e atti del fascismo in Irpinia nella sala dove si presenta il libro di Caio Mussolini

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Nessun sit-in o contestazione all’esterno del Circolo della Stampa per protestare contro la presentazione del libro di Caio Mussolini, pronipote del Duce, che da qualche minuto è in corso di svolgimento nella sede al centro della città capoluogo. Non ce ne sarà bisogno, visto che nella stessa sala, anzi all’ingresso del Circolo della Stampa, a ricordare cosa sia stato il fascismo, soprattutto in Irpinia, ci hanno pensato con una mostra gli esponenti del Comitato “Pace e disarmo”. Cosi a pochi centimetri da dove sono già esposte le copie de “L’altra storia”, a rispondere alla tesi che si teme possa arrivare dall’incontro, ovvero una revisione del fascismo, ci sono immagini e cartelli del Comitato.

A partire da quello che spiega : “La nostra non vuole essere una censura ma la libertà di espressione non può essere invocata per legittimare narrazioni che rischiano di offuscare responsabilità  storiche ampiamente documentate”. Oltre a un cartello sulla legge Scelba, l’elenco dei campi di concentramento, confino e internamento in Irpinia, la storia di Giovanni Palatucci e l’elenco dei carabinieri irpini uccisi nelle stragi naziste delle Fosse Ardeatine e in quella di Teverola. Con un altro cartello: “Non esiste un’altra storia. Il ventennio fascista, le leggi razziali, la repressione del dissenso, l’alleanza con il nazismo sono fatti accertati e documentati. Si sta tentando di dare una versione diversa di quel che è stato il fascismo”. Intanto Piazza Libertà e la zona limitrofa alla location dell’evento sono “blindate” dalle forze dell’ordine con un discreto dispositivo di sicurezza organizzato dalla Questura di Avellino.