Moscati – Hiv, aumenta in Irpinia il numero dei sieropositivi

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Moscati – Aids, sconcertante il nuovo dato irpino. Per quanto riguarda la provincia di Avellino, il numero delle persone affette dal virus dell’Hiv è in costante e preoccupante aumento. Nel solo mese di agosto, nel centro attivo presso l’ospedale Maffucci e diretto dal dottor Nicola Acone, sono stati diagnosticati 3 nuovi casi. In tutto, sono oggi 120 i ricoverati (di cui il 70 per cento proviene da Avellino e provincia e il 30 per cento dal Salernitano e dal Napoletano), ai quali bisogna aggiungere i malati per i quali non si è ritenuto necessario il ricovero e quanti, per ragioni di privacy, pur risiedendo in Irpinia, si rivolgono a centri di cura fuori provincia (una procedura che spiega la presenza al Maffucci di malati provenienti da altre città campane). Il numero dei ricoveri presso il reparto di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” (distaccato presso l’ospedale “Maffucci”) di Avellino smentisce dunque, in un certo senso, i dati diffusi lo scorso 26 luglio dall’Associazione Nazionale per la Lotta all’Aids. Secondo l’Anlaids, in Irpinia, dal 2004 non si sarebbero registrati nuovi casi. La notizia è vera, ma solo se correttamente interpretata. Il fatto che non vi siano nuovi casi di Aids non significa che non vi siano nuovi sieropositivi: vi è, infatti, una differenza sostanziale tra malati di Aids e persone affette dal virus dell’Hiv. Mentre, nel primo caso, si tratta di soggetti allo stato terminale della malattia, i sieropositivi sono ugualmente affetti dal virus (anzi, sono i cosiddetti “portatori sani”), ma non possono definirsi ammalati di Aids perché la malattia è nella fase iniziale o si è assestata. Mentre fino a qualche anno fa, essendo la ricerca ancora agli inizi e i farmaci specifici carenti, il percorso che portava il paziente dallo stato di Hiv a quello di Aids era abbastanza breve, oggi, grazie ai progressi compiuti dalla medicina rispetto alla cura della malattia, le persone affette dal virus raggiungono lo stadio finale (Aids) dopo molti anni. “Quanto premesso dovrebbe chiarire l’equivoco in cui si può insorgere dando un’erronea interpretazione ai dati raccolti dall’Anlaids per conto del Dipartimento per la Lotta alla Droga della Presidenza del Consiglio – si legge nella nota del Moscati – Le strutture sanitarie, inoltre, in base a una vecchia normativa (che, alla luce dell’evolversi della malattia e delle cure a essa connesse, andrebbe rivista), sono tenute a comunicare alla Regione di competenza e all’Istituto Superiore della Sanità soltanto i nuovi casi di Aids e non quelli di pazienti affetti da Hiv”. «Fino a qualche anno fa a contrarre la malattia erano per lo più i tossicodipendenti – sottolinea altresì il dott. Sergio Giglio, responsabile della struttura Hiv-Aids del reparto di Malattie infettive del “Moscati” –. Oggi, invece, nel 90 per cento dei casi, il virus risulta trasmesso attraverso rapporti etero e omosessuali. Dire erroneamente che in Irpinia non si registrano nuovi casi di Aids potrebbe spingere la gente, e i giovani in particolare, a non utilizzare le necessarie precauzioni durante i rapporti sessuali. Di qui, la considerazione che fosse necessario fornire una corretta, anche se allarmante informazione».«Molte persone – aggiunge il dr. Acone – non si accorgono se non dopo lungo tempo, di essere affette dal virus e inconsapevolmente lo trasmettono ad altri soggetti. Sarebbe perciò opportuno che quanti ritengono di aver avuto rapporti a rischio, si sottopongano a uno specifico test». Presso il reparto di malattie infettive dell’Azienda Ospedaliera “Moscati” (ospedale Maffucci, via Pennini – primo piano) è possibile eseguire il test ogni mattina, dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle 10.30. Le analisi sono eseguite in anonimato: chi effettua il test viene identificato con un numero di codice e nemmeno al personale medico che esegue il prelievo è necessario rilasciare le proprie generalità. Da qualche tempo, infine, il “Moscati” ha attivato il servizio di ospedalizzazione domiciliare: i pazienti affetti da Aids o da altre malattie infettive croniche vengono curati direttamente presso la propria abitazione.

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