Morsa e de Ciuceis (Fp Cgil): “Le criticità vanno affrontate e risolte. Si cominci a parlare di sviluppo in campo sanitario”

0
483

Sono la Segretaria Generale della Fp Cgil, Licia Morsa, e il Segretario Provinciale, Pietro de Ciuceis, ad intervenire attraverso una nota congiunta.

​“Settantadue milioni di euro stanziati nel 2020 a fronte delle liste di attesa da recuperare per il post covid, in realtà mai arrivato, vari DCA e aggiornamenti su come classificare le richieste di trattamenti sanitari, dando anche tempi di esecuzione massimo di centoventi giorni, sono finiti, come sempre, nella lista delle cose da fare domani. Il sistema di emergenza urgenza, che parte dalla Guardia Medica per poi finire al 118 ed infine al Pronto Soccorso, come sempre in grave affanno per la carenza di posti letto e personale, è il secondo pezzo di questa consuetudine di narrare l’emergenza sanitaria rispetto ad una situazione che ha del paradossale”.

“Da tempo la sanità è governata con incompetenza. Dei politici che hanno, dapprima, esasperato la spesa pubblica e, poi, dei commissari con tagli lineari e senza senso, unicamente dettati dalla corsa al risparmio con totale assenza di prospettiva futura. Risposte immediate ci potrebbero essere, come la messa in discussione del sistema binario che è stata fallimentare. ASL e Azienda Ospedaliera non hanno senso se invece di collaborare passano allo scaricabarile”.

“La soluzione sarebbe nelle nuove case della salute e nella medicina di prossimità, con gli ospedali di comunità e l’implementazione delle COT. Ma nella nostra provincia il PNRR, parte già azzoppato dalle scelte della ASL. Occorre che tutti si impegnino per una nuova cultura della gestione di ciò che è nostro. Usare un servizio sanitario, in realtà, è una responsabilità che tocca anche i comuni cittadini che al fianco degli operatori sanitari devono riaprire spazi di confronto e di condivisione perché la violenza che si vede nei nostri luoghi di lavoro è dettata per la gran parte dall’ignoranza di chi è convinto che tutto gli sia dovuto e di star subendo un torto. Senza capire cosa sta succedendo in quel luogo dove si produce salute”

“Non chiediamo nessun miracolo. Le nostre ricette sono antiche, ma sono, anche, quelle costruite grazie ai nostri lavoratori della sanità provinciale che continuano ad essere disarmanti. Le nostre ricette, per quanto semplici e facili da realizzare, continuano a scontrarsi con il solito mare della burocrazia. Crediamo che sia ormai di estrema urgenza rivedere ed ampliare gli spazi del Pronto Soccorso del Moscati. Applicare i nuovi sistemi organizzativi di cui abbiamo già discusso con la vecchia dirigenza e che, siamo sicuri, saranno beneaccetti anche alla nuova. È necessario ridiscutere, anche grazie al nuovo contratto in arrivo, di mobilità interna, turn-over e formazione specifica del personale delle aree critiche e quello di prima linea. Va avviato un dialogo reale con quello che resta dell’assistenza territoriale e creare dei protocolli di gestione con al centro il paziente, che veda un filo reale e continuo di assistenza sanitaria che tenga conto di prevenzione, cura e riabilitazione garantita dai professionisti sanitari di ASL e Moscati ognuno per competenza professionale e non per appartenenza aziendale”.

“Possiamo fare tutto questo utilizzando quello che abbiamo oggi e migliorandolo con quello che arriverà domani, ma per agire è necessario che oltre alla nostra buona volontà, le dirigenze di ASL e Moscati, ma soprattutto la nostra politica territoriale, comincino a parlare di reale sviluppo in campo sanitario e non della solita tiritera basata su budget e tagli. Non serve militarizzare i PS o far morire la gente a casa perché i soldi non bastano. Serve impegnarsi e coinvolgere tutti per la sfida degli anni a venire che in una provincia in fase di desertificazione umana e culturale chiede a chi la governa di fare di più, fare meglio e soprattutto farlo presto. Come ha fatto il personale sanitario che ha affrontato i mille cambiamenti dell’emergenza covid continuando in passato e anche oggi a garantire la salute dei cittadini”.