Dichiarare lo stato d’emergenza e accelerare finalmente gli interventi di bonifica delle falde contaminate da tetracloroetilene. È la richiesta avanzata dal Movimento 5 Stelle di Montoro attraverso una nota indirizzata al presidente della Regione Campania Roberto Fico.
A firmare la richiesta è Rosalba Pellecchia, referente del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle Montoro, che sollecita “un intervento ad horas sullo stato di emergenza delle falde acquifere” e misure urgenti “per la tutela e il benessere dei cittadini”, alla luce degli ultimi sviluppi legati all’inquinamento delle acque nell’area Solofrana-Montorese.
La vicenda è tornata al centro del dibattito politico dopo l’interrogazione presentata dalla consigliera comunale pentastellata Anna Ansalone, che ha ricostruito le criticità emerse durante la Conferenza di Servizi convocata dalla Regione Campania il 17 febbraio 2025 per l’approvazione del Piano di Monitoraggio e delle indagini relative alla contaminazione da tetracloroetilene.
Nel corso della conferenza, i consulenti del CESMA incaricati dalla Regione avrebbero evidenziato la necessità di ulteriori approfondimenti tecnici sullo stato della falda, proponendo addirittura la realizzazione di altri venti pozzi esplorativi dotati di specifiche strumentazioni per il rilevamento dei parametri ambientali.
Secondo Ansalone, però, il nodo principale riguarda proprio i tempi e le modalità di questo nuovo iter: nel programma illustrato non sarebbero stati definiti né i costi né le tempistiche necessarie per arrivare alla progettazione definitiva della bonifica. Un elemento che, secondo la consigliera, rischia di allungare ulteriormente un procedimento già durato troppo a lungo.
La stessa Ansalone ricorda infatti che il precedente Piano di Caratterizzazione, costato circa 800 mila euro e validato dagli enti competenti, avrebbe dovuto rappresentare la base tecnica per procedere, entro sei mesi dall’analisi del rischio, alla progettazione degli interventi di bonifica così come previsto dal decreto legislativo 152/2006.
Da qui la critica alla Regione Campania, accusata di aver validato un piano ritenuto oggi non esaustivo nonostante l’ingente spesa pubblica sostenuta.
Nell’interrogazione si sottolinea inoltre la necessità di applicare immediatamente quanto previsto dall’articolo 243 del Codice dell’Ambiente, che impone misure urgenti per impedire e arrestare l’inquinamento delle acque sotterranee nei siti contaminati, anche attraverso interventi di messa in sicurezza, emungimento e trattamento delle acque.
Per la consigliera comunale, sarebbe necessario intervenire subito sulle aree di accumulo del solvente clorurato presenti da anni nell’acquifero, riducendo il rischio ambientale e sanitario con opere concrete e immediate.
Ansalone chiede inoltre chiarimenti sul motivo per cui il Comune di Montoro, durante la Conferenza di Servizi, abbia espresso parere favorevole alle nuove indagini integrative senza evidenziare le criticità legate all’allungamento dei tempi della bonifica. Secondo la consigliera, ulteriori approfondimenti tecnici rischiano inevitabilmente di ritardare ancora la progettazione esecutiva degli interventi di risanamento, con il conseguente aggravarsi del danno ambientale.
“Dal 2007, anno in cui fu accertata la presenza del tetracloroetilene nelle nostre acque, sono trascorsi quasi vent’anni e siamo ancora qui a discutere su come affrontare il problema”, denuncia Ansalone, che solleva anche il tema dell’utilizzo a scopo idropotabile delle acque provenienti da un sito contaminato.
Sempre la consigliera comunale ha inoltre proposto al Consiglio comunale una delibera — approvata all’unanimità — indirizzata proprio al presidente della Regione Roberto Fico, con la richiesta di un intervento urgente per la bonifica del territorio e di specifici stanziamenti economici destinati al risanamento ambientale dell’area.

