FOTO/Montemiletto: nuova sede ANPAS nel ricordo di Maria Gaetana Colella

0
1595
Inaugurazione_sede_ANPAS (1)

A suggellare la giornata storica per Montemiletto e per la sua Pubblica Assistenza la presenza, per la prima volta in Campania, del Presidente Nazionale ANPAS Niccolò Mancini. Inaugurata in una soleggiata domenica mattina la nuova sede della Pubblica Assistenza “Italo Capobianco” nella centrale Piazza IV Novembre.

Il fabbricato, a due passi dal Castello della Leonessa, è stato donato dalla compianta Maria Gaetana Colella, una signora che, non avendo avuto figli, ha individuato in questa associazione la migliore erede della casa paterna a cui era tanto affezionata, affinché, dopo la sua morte, ve ne fosse un utilizzo con finalità sociali.

Il taglio del nastro alla presenza del marito della signora Colella, il Giudice Florindo Minichiello e di altri importanti ospiti tra i quali il Deputato Michele Gubitosa, la Direttrice del Servizio di Emergenza Territoriale 118, Rosaria Bruno, del Presidente ANPAS Campania, Violante Prospero, del Responsabile del CSV Irpinia Sannio, Raffaele Amore, di cittadini di Montemiletto e di Volontari delle Anpas di tutta la Regione Campania.

A fare gli onori di casa il Sindaco di Montemiletto, Massimiliano Minichiello, e naturalmente il Presidente della Pubblica Assistenza di Montemiletto, Italo Petrillo che ha organizzato al meglio, in ogni dettaglio, la giornata di festa, una giornata celebrativa dedicata alla Signora Maria Gaetana Colella.

Nei suoi confronti sono state espresse parole di estrema gratitudine in maniera unanime, in particolare da parte dell’Onorevole Gubitosa, del Sindaco Minichiello e del Presidente Petrillo: il gesto della signora Colella un esempio straordinario di generosità, raro e prezioso, un invito all’altruismo e al donare al prossimo, ma anche una grande responsabilità nell’utilizzare al meglio e dare onore a questo dono.

Il marito, il Giudice Minichiello, con non poca commozione ha raccontato quanto sua moglie fosse legata a quella casa, costata tanti sacrifici ai suoi genitori e quanto sia stata ponderata la ricerca, in coerenza con i suoi principi religiosi e quindi di amore verso il prossimo, di un’entità a cui lasciare in eredità quel bene al fine di metterlo a disposizione dell’intera comunità. «Nessun gesto eroico o straordinario – ha detto con umiltà il Giudice – ma solo una valutazione delle funzioni dell’associazione sul piano generale».

La giornata è iniziata, in una Sala “Impero” inondata da gerbere arancioni per richiamare i colori dell’ANPAS, con il convegno sul tema “Le sfide del Volontario di Pubblica Assistenza nel territorio della Provincia di Avellino: Pubblica Assistenza “Italo Capobianco” a 30 anni dalla fondazione”.

Ad aprire il confronto la testimonianza di due giovani volontarie, Francesca Sauchelli e Iolanda Ciarla che, stimolate dalla giornalista Monica De Benedetto, hanno raccontato la propria esperienza nel Servizio Civile, il desiderio di proseguire su questa strada e come il loro modo di vedere le cose e di approccio alla vita sia cambiato.

Ed ha preso spunto proprio da queste testimonianze, il Presidente Nazionale ANPAS Niccolò Mancini, per sottolineare alcuni dei valori storici delle pubbliche Assistenze quali la partecipazione volontaristica: «Il cittadino che si avvicina a questa esperienza non solo vive e capisce il bisogno ma diventa un cittadino migliore perché è più consapevole e riesce nel futuro a pensare e a progettare meglio quello che può essere utile per la comunità e per il proprio territorio».

Il Presidente ANPAS Campania, Violante Prospero, ha invece evidenziato il lavoro svolto da tutti i Volontari durante l’emergenza Covid, senza risparmiarsi e rischiando anche in prima persona in un periodo di grande incertezza.

Il Responsabile del CSV Irpinia Sannio Raffaele Amore, ha voluto principalmente complimentarsi con il Volontari della Pubblica Assistenza di Montemiletto perché il dono di questa sede è il riconoscimento del buon lavoro fatto, della buona reputazione costruita e dell’alto valore sociale dell’Associazione.

Una sorta di “lectio magistralis” sul Volontariato quella del Direttrice del Servizio di Emergenza Territoriale 118, Rosaria Bruno, che ha toccato i temi dell’Emergenza territoriale, della Protezione Civile costruita, in qualche modo, sulla pelle degli Irpini che hanno scavato con le mani tra le macerie del terremoto del 1980, della competenza del Volontario che spesso ha in mano la vita delle persone, dell’organizzazione perché ciascuno deve sapere esattamente cosa fare: «Questo slancio di poter entrare nelle associazioni è un bene prezioso e va sicuramente accolto ma il Volontario oggi ha la necessità di essere strutturato, di essere educato, di essere informato e formato. Bisogna conoscere i rischi e saper fin dove arriva la propria competenza e la propria capacità perché i gesti eroici possono essere molto pericolosi. E poi bisogna pensare che la persone a cui si presta soccorso si affida a persone che non conosce e il Volontario o il Professionista ha una grandissima responsabilità, quindi è necessaria educazione, gentilezza, tenerezza e professionalità».