Montella – “In Irpinia i più grandi esperti del castagno”

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Montella – L’Irpinia luogo più importante di produzione, a livello mondiale, del castagno europeo. Ed è proprio l’Irpinia ad ospitare, per la sua quarta edizione, il Convegno Nazionale del Castagno, organizzato da Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania, assessorato all’Agricoltura della Provincia di Avellino, Camera di Commercio di Avellino, Comunità Montana Terminio Cervialto, Società Orticola Italiana e Comune di Montella. Un appuntamento molto atteso, in programma a Montella dal 20 al 22 ottobre, che vedrà la partecipazione dei più importanti esperti del settore nella intensa tre giorni che, oltre ai tre moduli del Convegno, Biologia, Tecnologia ed Economia e Gestione, sarà arricchita da visite a castagneti locali e a industrie di trasformazione, incontri conviviali, la rassegna di arte, cultura e cibo “La Castagna a Ferro e Fuoco”, mostre d’arte e di artigianato locale, passeggiate nel giardino della dimora del Barone Abiosi, degustazioni e, naturalmente la IX Mostra Mercato dei prodotti tipici dell’Alta Valle del Calore – Sagra della Castagna di Montella IGP, che chiuderà il Convegno Nazionale. Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del IV Convegno Nazionale del Castagno, che ha visto la partecipazione di Alfonso Tartaglia, dirigente dello Stapa Cepica di Avellino, Nicola Di Iorio, presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, Elvio Bellini, presidente del Comitato Scientifico del Convegno Nazionale del Castagno, e Renato Pizza, assessore alle attività produttive del comune di Montella. “Non possiamo che essere fieri di ospitare questo appuntamento così importante – ha dichiarato Alfonso Tartaglia – Le cultivar irpine sono tra le più pregiate d’Italia e il castagno da noi rappresenta una coltivazione polifunzionale, cui corrisponde una situazione economica di tutto rispetto. D’altronde, l’Irpinia rappresenta il 40 % della superficie regionale. Ma il castagno è anche la nostra storia, la nostra cultura, la nostra tradizione. Preservarlo significa salvaguardare il territorio e combattere il depauperamento della montagna. C’è anche da dire che la capacità imprenditoriale dei nostri castanicoltori è molto alta e anche le istituzioni hanno avviato numerose iniziative per tutelare e favorire la permanenza delle aziende in montagna”. La strada vincente, secondo Tartaglia, è l’aggregazione: “Bisogna fare sistema e puntare su una concertazione efficace, coinvolgendo soggetti economici e sociali e creando sistemi di governance”. L’area di produzione della “Castagna di Montella” IGP è concentrata nell’area del Terminio-Cervialto e limitata in particolare ai territori dei comuni di Montella, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Nusco, Volturara Irpina e Montemarano (contrada Bolifano). Con una produzione media annua di 7-8 mila tonnellate, la “Castagna di Montella” partecipa a circa il 60% dell’intero raccolto di castagne della provincia di Avellino. Il 50% circa del prodotto viene esportato oltreoceano, il 25% viene esitato sui mercati europei e solo il restante 25% è collocato sui mercati nazionali. Pur contando su una superficie complessiva di oltre 4.000 ettari (40% della superficie provinciale), la superficie iscritta al sistema di certificazione IGP è di 664 ettari circa (anno 2003), per un totale di 120 aziende agricole, con una produzione certificata commercializzata che nella campagna 2003 è stata di 225 quintali di castagne (in guscio, sgusciate e farina); 4 le ditte confezionatrici certificate. Per Nicola Di Iorio, presidente della Comunità Montana Terminio Cervialto, la parola d’ordine è qualità. “E’ questo il leit motiv, la vera strada per legare la qualità al territorio. D’altronde il castagno è il prodotto tipico della montagna italiana, il cui sistema contribuisce per il 15% al Pil dell’economia nazionale. E poi noi abbiamo un punto di forza, rimarcato anche dal presidente della Confindustria, Montezemolo, in visita qualche tempo fa in Irpinia: possono copiare tutto, ogni nostra produzione, ma non il nostro clima, la nostra atmosfera, i nostri borghi antichi, il nostro modo di interagire con il territorio. Insomma, la nostra cultura del territorio”. “Era doveroso che il Convegno Nazionale del Castagno venisse organizzato a Montella – ha affermato Elvio Bellini -. Questa è infatti la zona che produce più castagno europeo al mondo, ed è il luogo di produzione più importante a livello mondiale. Per questa edizione del Convegno abbiamo tentato di fare un salto di qualità. Oltre al contributo dei più grandi esperti del castagno, abbiamo pensato ad un’organizzazione innovativa, modificando il nostro modus operandi e incentrando il Convegno su tre grandi tematiche: biologia, tecnologia ed economia, coniugando ambiente ed economia, perché l’ambiente è economia”.

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