Montecalvo – Terremoto, la simulazione con Di Rubbo è prevenzione

10 Novembre 2005

Montecalvo – Venticinque anni sono ormai trascorsi dal sisma che nel 1980 ha letteralmente sconvolto l’intero territorio irpino. Popolazioni, città, comunità che vanno avanti in un progresso la cui storia ripercorre anche quei drammatici momenti. E il territorio, pur avendo lasciato alle proprie spalle una parte dei ricordi, non dimentica. Anzi, ripercorre a tappe quegli attimi di terrore… questa volta con la pianificazione di nuove strategie. Quelli che al tempo apparivano, infatti, interventi impossibili sono ora realtà tangibili. La violenza della natura, infatti, ora può essere sfidata… e può essere superata con tecniche di ‘aggressione’ che permettono, con molto coraggio e altrettanta cautela, di risparmiare i temuti disastri ‘paralleli’. Su questa direttiva si è mosso il Comune di Montecalvo, guidato dal primo cittadino Giancarlo Di Rubbo, che ha ‘messo in scena’ una vera e propria simulazione. Protagonisti, i bambini delle scuole elementari e medie dei locali istituti. Facile comprendere come, per il progetto di simulazione, si sia partiti proprio coinvolgendo i membri della tenera età: i bambini, piccoli e indifesi, sono i primi a dover essere istruiti e tutelati. Ma alla manifestazione erano presenti davvero tutti a cominciare dall’amministrazione comunale per continuare coinvolgendo tutte le categorie che in una circostanza del genere sarebbero a dir poco fondamentali: Vigili del Fuoco, Associazioni di volontariato, medici e paramedici, Forze dell’Ordine. “Abbiamo voluto simulare un sisma – ha spiegato il sindaco Giancarlo Di Rubbo – per far capire, a chi fortunatamente non ha partecipato alla famosa notte del 23 novembre 1980, cosa sia una calamità e come comportarsi per affrontarla. In casi del genere non basta solo scappare ma occorre mantenere una grande lucidità ed essere in grado di destreggiarsi, per quanto possibile, anche recependo tutti i segnali”. Dunque, se non è la natura a lanciare questi cosiddetti segnali è la volontà dell’uomo che agisce e rende tutti eventualmente pronti alla ‘sfida’.


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