Montecalvo – Emergenza idrogeologica: urge il risanamento

6 Gennaio 2006

Montecalvo – Piogge abbondanti: la spada di Damocle dell’Irpinia è sempre più prepotente. L’emergenza idrogeologia, dimenticata nei periodi di calura, torna a farsi sentire. Un inconveniente che interessa tutto il territorio irpino anche se questa volta il segnale d’allarme parte dal comune di Montecalvo, nello specifico dall’Assessorato ai Lavori Pubblici guidato da Giacomo Pepe. Molte aree dell’Ufita, infatti, sono state fortemente colpite dal maltempo degli ultimi mesi. I danni, nello specifico, interessano le infrastrutture rurali e le abitazioni nei centri storici. Con le piogge incessanti sono emerse delle sorgenti di cui non si conosceva l’esistenza. Queste provocano danni gravissimi ai terreni coltivati. Insieme ai problemi cresce la preoccupazione per le infiltrazioni nei locali seminterrati di tutti i fabbricati di nuova e vecchia fabbricazione. Si registrano, tra l’altro, danni visibili e notevoli lesioni alle strutture portanti. Se le abitazioni nei centri storici sono a rischio, i fiumi non stanno meglio. I corsi d’acqua, per i quali negli ultimi 10 anni c’è stato un abbandono da parte degli enti, stanno uscendo fuori dagli alvei e questo provoca danni alle colture limitrofe. Pronto ad affrontare il pericolo il Comune di Montecalvo ha presentato alle autorità competenti numerosi progetti di risanamento. Chiare le richieste: “Chiediamo che vengano evase le richieste presentate per programmare il risanamento del territorio, altrimenti fenomeni come quelli degli ultimi giorni sono destinati a ripetersi. Non si possono escludere dai finanziamenti i progetti con la motivazione della carenza di pareri che dovrebbero essere rilasciati dagli enti stessi che concedono il finanziamento”. Intanto il Comune di Montecalvo ha già attivato la procedura per la richiesta dello stato di calamità naturale e presto le richieste potrebbero essere inoltrate anche dagli altri comuni dell’area. Intanto, a quanto è dato sapere, la situazione è sempre più critica, soprattutto ai margini dei fiumi.


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