Montaguto isolata si appresta alla ribellione

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Montaguto – Suona la tromba dell’adunata: i cittadini della Valle del Cervaro si riuniscono in assemblea. Dopo il caso discarica a Savignano, la nuova rivoluzione è quella per la frana di Montaguto, situazione emergenziale contro la quale è stata indetta per domani pomeriggio alle 18.00 una pubblica assemblea. Con la forza contro la discarica, con la forza contro la frana che dallo scorso inverno ha determinato un blocco, stradale ma non solo, causa di cattive ripercussioni anche sul locale settore economico. E l’assemblea di domani ha proprio lo scopo di pianificare la futura protesta, epilogo di continui appelli sollecitazioni diretti a rendere nuovamente agibile la Statale 90 o a creare un percorso alternativo idoneo. Sollecitazioni rispetto a cui gli organi competenti sembrano aver fatto orecchie da mercante. L’ultima proposta avanzata dagli interessati sarebbe quella di riaprire la bretella realizzando un ‘percorso di servizio’ peraltro pericoloso qualora dovesse ripartire il movimento franoso. Per precauzione, inoltre, si potrebbero effettuare ronde nell’arco dell’intera giornata sulla scia di quanto già fatto dalle Ferrovie dello Stato, preoccupate per la vicinanza dello smottamento ai binari, in modo da salvaguardare la sicurezza degli automobilisti. Non solo. La bretella potrebbe essere aperta a senso unico alternato ed essere accessibile a tutti i veicoli, anche i più pensanti e soprattutto quelli agricoli. È proprio questo, infatti, il settore maggiormente danneggiato da un blocco che prosegue già da troppo tempo. Eppure sembrava che si fosse giunti ad una via di svolta grazie all’incontro dello scorso 28 luglio a Palazzo Santa Lucia. Un accordo tra Regione, Provincia, Anas, Rfi, Genio Civile e Comune di Montaguto che aveva lasciato ben sperare. E’ stata questa, infatti, l’occasione in cui si è proceduto a determinare un’idonea distribuzione di competenze: il Genio Civile avrebbe dovuto effettuare le necessarie perizie per valutare la possibilità di realizzazione di una bretella alternativa a quella investita dalla frana. La Provincia, soggetto attuatore del progetto, si sarebbe occupata della messa in sicurezza della strada che da Savignano Irpino percorre l’intero tratto interessato dal movimento fangoso e realizzare ulteriori perizie per l’individuazione degli interventi considerati più urgenti. All’Anas il compito di provvedere ad una idonea segnaletica mentre alle Ferrovie dello Stato l’onere di valutare un progetto di fattibilità per lo spostamento della rete ferroviaria che attraversa il territorio. Infine, il comune di Montaguto avrebbe dovuto individuare le aree più appropriate per contenere lo sversamento dei residui fangosi. Una pianificazione precisa che tuttavia non sembra ad oggi aver ottenuto i risultati sperati mentre nella Valle del Cervaro si assiste in maniera quasi impotente ad un crollo dell’economia che ha già costretto numerosi esercizi ad ammainare le vele. Da qui la protesta… come a voler dire ‘in casi estremi, estremi rimedi’.

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