Mirabella Eclano, il Difensore Civico dà ragione all’opposizione: “illegittimo il diniego del Comune sui conti”

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del gruppo Rinascita Eclanese:

“Anche questa volta avevamo ragione. Per un anno ci hanno detto di no. Per un anno intero ci hanno spiegato, con il solito tono da professoroni della domenica, che no: i documenti non si potevano avere. Le informazioni men che meno. E che il diritto dei consiglieri comunali di ficcare il naso nei numeri del bilancio era, sostanzialmente, un fastidioso capriccio dell’opposizione. Poi, all’improvviso, il miracolo. Solo che il miracolo non arriva dall’Amministrazione – sia mai, lì vige il voto del silenzio – ma dal Difensore Civico. Il quale, carta canta, ci dà ragione su tutta la linea. Una storia semplice, quasi banale, se non fossimo nel regno dell’assurdo. Noi chiedevamo di conoscere nel dettaglio i residui attivi ultra-quinquennali. Tradotto dal burocratese: somme che il Comune sostiene di dover ancora incassare, ma che finora ha visto solo col binocolo. Tasse. Tributi. Crediti. Soldi che esistono nei bilanci. Molto meno nelle casse.
La domanda era semplice:
• Quali sono queste somme?
• Chi deve pagare?
• E soprattutto: perché ci sono quasi 6 milioni di euro ultra-quinquennali che galleggiano
ancora nel limbo del “vedremo”?
Domande normali. Domande che qualsiasi cittadino farebbe. Domande che qualsiasi consigliere comunale ha il dovere di fare. Ma a quelle domande non sono arrivate risposte. In un paese normale sarebbero bastati tre clic e un file PDF. Da noi no. Da noi sono scattate le grandi manovre della supercazzola: rinvii strategici, distinguo filosofici, i classici “poi”, “forse”, “non è così”, “non avete capito”. Insomma, tutto tranne i documenti richiesti. Eppure, non stiamo parlando di spiccioli per il caffè. Nel rendiconto 2024 compariva un disavanzo di quasi 7 milioni di euro. Una cifra enorme per un Comune come il nostro. Una cifra, però, resa meno pesante dalla presenza di quasi 30 milioni di euro di residui attivi. Trenta milioni. Non bruscolini. Per questo volevamo vedere le carte. Per questo volevamo capire. Per questo abbiamo insistito. E oggi sappiamo una cosa. Avevamo ragione. Perché se il Difensore Civico riconosce il nostro diritto ad accedere a quei documenti, significa che quelle richieste erano legittime fin dall’inizio. Resta però una domanda. La più importante. Perché l’Amministrazione per un anno ci ha negato documenti che avrebbe dovuto mostrare subito? Cosa c’era di così difficile da far vedere? O forse la domanda corretta è un’altra: perché non volevano farceli vedere? Adesso attendiamo di leggere quelle carte. Di capire cosa si nasconde dietro quei numeri. Di verificare se i dubbi che avevamo erano fondati. E mentre aspettiamo di conoscere ciò che per un anno ci è stato negato sul bilancio 2024, continuiamo ad aspettare anche il bilancio consuntivo 2025. Quello che la Giunta avrebbe già dovuto approvare. Quello che ancora non arriva. Quello che continua a rimanere chiuso in qualche cassetto. Evidentemente, ai piani alti, qualcuno ha preso troppo alla lettera una massima di Giulio Andreotti: “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Il problema è che i cittadini non pagano le tasse per mantenere amministratori che “tirano a campare”. Pagano per avere la verità. Perché sui conti pubblici si può discutere. Ci si può confrontare. Perfino sbagliare. Ma non si può impedire ai cittadini di sapere. Mettetevi comodi: prima o poi, i numeri parlano. Anche quando i sindaci vorrebbero cucirgli la bocca”.