Mirabella – 7 anni dalla strage dei curdi: l’Irpinia non dimentica

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Mirabella – Non avevano neanche un nome. Erano giovani, tutti tra i venti e i venticinque anni. Erano in nove, tutti curdi iracheni. In cinque sono morti soffocati nel cassone ermeticamente chiuso di un Tir nel quale si erano nascosti per arrivare dalla Grecia in Italia e poi proseguire verso Germania o Inghilterra.
Gli altri quattro li hanno tirati fuori che ancora avevano la forza di respirare.
Erano clandestini, schegge di quell’ immenso popolo del sud del mondo che fugge dalla miseria.
Quei nove ragazzi la meta che sognavano non l’hanno mai raggiunta.
Il loro viaggio si è fermato il 31 agosto 2002 alle 11.00 nell’ area di servizio di Mirabella Eclano, autostrada A16 Napoli-Canosa.
Quando i due autisti del Tir di una ditta romana che stava facendo un trasloco da Sofia alla capitale, si sono fermati per un caffè, hanno sentito il rumore dei colpi che qualcuno dall’ interno batteva contro le pareti del camion. Hanno aperto e si sono trovati davanti quei nove ragazzi, quel che ne restava.
In tre erano già immobili, rannicchiati tra scatole di cartone, coperte e un’auto. Degli altri qualcuno è crollato giù, sfinito ma vivo. In due, invece, hanno provato a trascinarsi, ma quando gli uomini di una pattuglia della Polizia Stradale che erano presenti hanno provato ad aiutarli, se li sono visti morire tra le braccia.
Erano chiusi lì dentro da almeno venti ore, si erano nascosti nel camion a Igoumenitsa, in Grecia, per dare inizio al proprio viaggio di speranza lontano dalla guerra, dalla miseria e dal dolore. Invece hanno trovato la morte.
Dopo la strage, il comune di Mirabella Eclano pensò di situare nell’area di sosta un simbolo, una stele a ricordo di quei cinque ragazzi curdi e dopo il rifiuto della società Autostrade spa, la scultura fu collocata all’esterno della recinzione che delimita il parcheggio dell’Autogrill. Oggi a stento è visibile, immerso com’è dalle sterpaglie dai rifiuti e dall’indifferenza.

Una tragedia che l’Irpinia non può dimenticare.
Per questo la Cgil di zona, coordinata da Giovanni Villani ha indetto per domani alle 10.30 una giornata dedicata alla memoria di questo grave evento e per sottolineare tutto ciò, con gli attivisti della Cgil e tutti i cittadini e le associazioni che vorranno partecipare, si procederà alla pulizia del sito e “… alla restituzione di un briciolo di dignità non ai giovani curdi che hanno scontato la dignità con la vita, ma a chi gestisce amministra e fa le leggi e troppo sovente dimentica in fretta. Triste e forse scontata la notazione finale: per i funerali e il rientro delle salme dei cinque giovani la Regione Campania stanziò 35mila euro che rappresentò il loro prezzo da morti. E da vivi? La risposta la conoscete”.

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