Minacce al teste contro il clan. La Cassazione scarcera Evangelista

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MERCOGLIANO – I magistrati della Sesta Sezione Penale della Cassazione, accogliendo il ricorso del penalista Gaetano Aufiero, hanno annullato senza rinvio l’ordinanza del 5 agosto scorso con cui i magistrati del Tribunale del Riesame avevano confermato (attenuando con gli arresti domiciliari la misura) l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Napoli Saverio Vertuccio nei confronti di Massimo Evangelista, accusato di aver minacciato il testimone contro uno dei capi del Nuovo Clan Partenio, il trentenne Alfonso Gnerre. La tesi sostenuta dalla difesa e verosimilmente (per l’ ufficialita’ bisognera’ attendere il deposito delle motivazioni ndr) e’ sempre riferita all’inutilizzabilita’ del primo verbale di interrogatorio reso da Gnerre ai Carabinieri, che non avevano proceduto a sospendere lo stesso, visto che lo stesso Gnerre avrebbe ammesso di aver simulato il rapimento anche mediante l’utilizzo dei proiettili. Una eccezione sollevata anche per altri procedimenti e casi simili, quelli delle aste in primis. Per questo motivo Evangelista, che era detenuto per questo procedimento, sara’ scarcerato nelle prossime ore.

IL CASO

Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei militari dell’Arma, a carico dei due, raggiunti a fine luglio da una misura cautelare, grazie alle dichiarazioni raccolte da parte della stessa vittima erano stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza a carico dei due soggetti, ritenuti vicini all’organizzazione malavitosa denominata “Nuovo Clan Partenio”, che in due distinte occasioni e in piena fase di istruttoria dibattimentale in cui si trova tuttora il processo contro quella stessa associazione criminale , avevano avvicinato Gnerre, teste/vittima di usura, minacciandolo e imponendogli di non presentarsi in udienza qualora citato o comunque di testimoniare il falso a favore degli imputati. La Procura Antimafia ha chiesto gia’ il processo con rito immediato per la vicenda.