“Mezzogiorno padano”, il romanzo dell’irpino Sandro Abruzzese

“Mezzogiorno padano”, il romanzo dell’irpino Sandro Abruzzese

25 Maggio 2017

Sandro Abruzzese è nato a Grottaminarda e vive a Ferrara dove insegna letteratura. Blogger, fondatore del progetto Racconti viandanti, attraverso cui promuove incontri sul tema dell’erranza, collabora con la rivista online “Erodoto108 – il reportage di viaggio”.

Il viaggio, lo sradicamento sono tematiche che nel suo lavoro si intrecciano alla questione nazionale, meridionale e settentrionale.

Il libro “Mezzogiorno Padano”, uscito nel novembre 2015 per Manifesto libri, parte con una lettera alla nostra terra e si conclude con un monologo dedicato ad un amico.

“Cara Terra, mi trovo nella stanza dove sono cresciuto. Riallaccio i fili di anni di partenze e arrivi. Rifugio contro il gelo: sembrano di latta, ovatta e lana, queste quattro mura, queste pareti di ovile”.

In mezzo ci sono le storie, il Policlinico di Napoli, le acque inquinate del Sele, la scelta fra l’etica ed un privato tranquillo, lo sguardo di un porco che sta per essere ucciso, la prospettiva di un apolide sincero fino al midollo col suo prossimo.

Marianna, Antonio De Gennaro e il professor Fittipaldi sono legati alla propria terra e insieme apolidi, scacciati ma non schiacciati. Sono i protagonisti di queste storie, sono immagini di una resistenza a volte quasi sfiduciata, altre caparbia o delicata. Le loro vite scorrono in una narrazione dettata dalla globalizzazione; parlano di un sud privo di domicilio che quindi abita ovunque; scrivono lettere cercandosi, invocando nel destinatario una traccia di se stessi.

Sono vite inadeguate, nella maggioranza dei casi, quasi fuori dal tempo quindi terribilmente attuali. Le loro storie sono la prova che qualcosa si può e si deve dire, che abbiamo ancora intorno tanto da raccontare.