Melito Irpino. L’Unione di Centro con G.De Mita, Di Iorio e Solimine

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Grande partecipazione agli incontri con i candidati alla Camera e al Senato dell’Unione di Centro. A Melito Irpino si è aperto con i saluti del sindaco Gerardo Sorrentino (presente anche il vice sindaco di Grottaminarda Nicola Vitale). A seguire l’intervento di Giovanni Romano, presidente dell’Iacp. «Abbiamo l’esigenza di corrispondere ad un desiderio di partecipazione – ha affermato Giuseppe De Mita, candidato numero 5 alla Camera dei Deputati – Trovo singolare che una campagna elettorale venga fatta attraverso l’affermazione di una posizione di certezza e di verità. Provate a cogliere il senso di quanto detto da Pd e Pdl: non c’è un’analisi sulle ragioni delle difficoltà, non c’è attenzione a comprendere perché siamo arrivati a questo punto, ma c’è viceversa l’illustrazione del futuro roseo che avremo davanti, con un margine di alterazione delle prospettive reali, correndo il rischio di drogare le aspettative della gente. La società italiana ha attraversato una fase di disagio profondo, che ha portato alla crisi di governo. Se una campagna elettorale non riflette su questo, diventa propaganda, pubblicità, non intercetta il sentimento profondo che c’è nella pubblica opinione. Negli ultimi 15 anni abbiamo scelto centrodestra e centrosinistra non avendo alternative, producendo come risultato quello che abbiamo davanti agli occhi. La nostra è una posizione di rottura che disarticola la situazione politica attuale, a fronte di chi mette sullo stesso piano l’imprenditore, l’operaio, il precario, dicendo che tutti possono essere raccolti in una stessa offerta politica. Questa è una bugia che disarticola il rapporto di credibilità tra cittadino e politica. Qualcosa nella società si è messo in moto per contrastare l’irrigidimento del sistema. La risposta della politica non può che essere il recupero della flessibilità, una posizione come quella dell’Udc che è di rottura e di cerniera allo stesso tempo. Abbiamo già sperimentato come il sistema politico basato sulle quantità non regga. Proviamo a darci una possibilità diversa, dando un voto veramente utile a chi, in questo momento di grande incertezza, riesce a ritrovare uno spazio politico». «I partiti oggi – ha affermato Nicola Di Iorio, candidato al Senato – sembrano essere diventati un marchio. Ma noi siamo stati abituati ad una scuola politica diversa, dove i partiti erano rappresentativi di reali esigenze del territorio. Le proposte di Pd e Pdl presentano la realtà attuale solo attraverso gli slogan. Veltroni ad Avellino ha usato le stesse parole che avrebbe potuto usare in altri luoghi d’Italia perché ha costruito il Pd come un contenitore che vale dappertutto. Invece l’esigenza reale degli amministratori e dei cittadini è una risposta calata sulle singole realtà. Il Pd fa un elenco di progetti che dovrebbero innescare un processo di sviluppo del territorio e fa riferimento a cinque progetti – alcuni dei quali pensati e progettati anni e anni fa. Interi territori verrebbero completamente espulsi seguendo queste linee. Questa è una politica miope, che non tiene conto degli interessi di questa terra. Dobbiamo scrollarci di dosso timori e paure. I cittadini devono partecipare attivamente al processo di sviluppo di questi territori e alla sua programmazione. D’altronde De Mita lo ha detto e lo dice spesso: il voto non si chiede su quanto si è fatto, ma su quanto si intende fare. Noi vogliamo ricostruire una tradizione, offrire una speranza concreta, evitare che persone vengano da fuori dicendo di voler rappresentare i nostri territori». «Questo è un territorio che ha sempre avuto nei suoi rappresentanti un riferimento fondamentale – ha commentato Giuseppe Solimine, candidato alla Camera dei Deputati – in questo momento siamo i gregari di una compagine, l’Unione di Centro, perché abbiamo creduto che l’Irpinia, attraverso una mistificazione di Veltroni, fosse marginalizzata e abbiamo voluto dare una risposta a chi voleva spazzare via un modo di intendere la politica e il rapporto con i cittadini. Giochiamo la partita della sopravvivenza di questo territorio. Chiediamo il voto perché intendiamo riportare al centro dell’attenzione le questioni che ci riguardano direttamente, riscrivendo il rapporto tra cittadini e politica».

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