Maxitruffa da un miliardo sugli Ecobonus, il Riesame conferma arresto per Russo

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AVELLINO- Rigettata dal Tribunale del Riesame di Napoli l’istanza di annullamento della misura cautelare bis emessa dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza nei confronti di Mauro Russo, uno dei presunti organizzatori della maxitruffa sugli Ecobonus da un miliardo e mezzo, che aveva lasciato poco prima di Natale il carcere di San Vittore, dove era detenuto dal 26 novembre scorso, perché coinvolto nel blitz eseguito dai militari delle Fiamme Gialle del Gruppo di Avellino e del Nucleo Pef di Napoli coordinati dalla Procura di Avellino. Sulla misura eseguita ad inizio anno dai militari del Gruppo di Avellino, agli ordini del maggiore Silverio Papis (le indagini sono coordinate dal pm Luigi Iglio) la difesa di Russo, la penalista Palmira Nigro, aveva proposto impugnazione al Tribunale del Riesame di Napoli. La questione principale della discussione davanti al Tribunale della Liberta” di Napoli riguardava le eccezionali esigenze di cautela (nuove indagini e informative delle Fiamme Gialle, in particolare una informativa del 22 dicembre 2025 ) nei confronti di Russo, che ora si trova di nuovo in carcere. Russo è considerato uno dei principali elementi al vertice dell’associazione finalizzata alla vendita in tutto il territorio nazionale dei crediti di imposta per circa 90 milioni di euro generati dalla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche per circa un miliardo e mezzo sugli Ecobonus. I giudici del Tribunale del Riesame avevano rigettato l’istanza di annullamento della misura per l’altro presunto capo del gruppo che ha ordito la maxitruffa, l’avellinese Danilo Porcile. Il Riesame aveva invece mandato ai domiciliari Giuseppe Speranza, difeso dagli avvocati Gerardo Santamaria e Felicia Bruno, titolare delle società che avevano originato i crediti per lavori collegati all’Ecobonus inesistenti.