Nessun caso Anastasi o perlomeno questo è quello che dice il diretto interessato. Il catanese spazza ogni voce e tutte le polemiche emerse nell’ultimo periodo culminate con il lancio della casacca per il mancato ingresso in campo sabato scorso. L’esperto regista conferma l’unità del gruppo. Ribadisce, nonostante le tante voci, che non c’è alcun problema all’interno dello spogliatoio. Ma soprattutto sottolinea la propria voglia di contribuire alla salvezza, si sente pronto a tornare per dare una mano, deciso a dimostrare a quanti non credono più in lui che si stanno sbagliando: “Sto bene, sono a disposizione del mister. Non posso condividere le sue scelte ma non ho alcun problema con il tecnico. È lui che decide ed io non posso far altro che accettare la sua volontà”. Torna sullo spiacevole ‘incidente’ di sabato, sul gesto di stizza avuto per il mancato impiego in campo: “Penso che sia un episodio normale visto che un giocatore vorrebbe sempre essere in campo”. E a chi lo vorrebbe come unico capro espiatorio di una situazione che dopo gli ultimi pesanti risultati è divenuta nuovamente delicata risponde: “In giro si è parlato di sanzioni disciplinari nei miei confronti, ma posso tranquillamente dire che nessuno ha chiesto di mettermi fuori rosa perché sarei arrivato alle mani con il mister o con qualche compagno, non è accaduto nulla di tutto ciò. Io ho solo detto che non mi sta bene stare fuori, intendo aiutare la squadra con la professionalità che mi contraddistingue e come ho gia fatto all’inizio dell’anno. Non penso di aver chiesto nulla di strano, ma solo di voler dare il mio contributo”. Rincara la dose: “Voglio giocare, non sono al massimo ma penso che la forza per riuscire a disputare una fetta della gara ce l’ho. Sono pronto a contribuire attivamente al raggiungimento dell’obiettivo. Io ci sto, sempre con il massimo rispetto dei ruoli”. Si difende e innalza uno scudo: “Qualcuno dice che ho un carattere difficile, ma io ritengo di non essere assolutamente un persona distruttiva. Questo significa essere grintoso e determinato. Come ogni meridionale posso dire che è vero. Nessuno di noi vuole retrocedere, remiamo tutti dalla stessa parte, lo spogliatoio è sano. Guai se non fosse così, rischieremmo di dover dire addio al campionato. Pensiamo ad essere sereni perché il tempo per recuperare c’è”. Tranquillità che non si è vista di certo negli ultimi incontri: “So che in questo momento c’è molto nervosismo e lo si vede da alcuni episodi ma è meglio registrare forti reazioni tra compagni, tipo quella di mandarsi a quel paese, anziché vivere con rassegnazione questo momento”. Sul fatto che la squadra fallisca sempre gli appuntamenti più importanti l’ex centrocampista del Cesena afferma: “È una questione di testa, le nostre difficoltà sono esclusivamente mentali. Purtroppo non siamo riusciti a reggere le pressioni dovute all’importanza di alcuni match”. Ma la sua analisi non termina, torna sugli ultimi tre incontri disputati dalla squadra: “Abbiamo fallito gare determinanti, ma l’obiettivo è alla nostra portata”. La B può essere quindi ancora conservata: “Io ci credo, ma dobbiamo farlo tutti. Perché per conservarla non ci vuole solamente Anastasi”. Sull’incontro avuto nelle stanze dell’Elital con il patron Massimo Pugliese afferma: “Con lui abbiamo parlato del momento delicato e anche del premio salvezza. In precedenza non l’avevamo fatto perché non c’era stata la possibilità, ma posso garantire che puntare a quel traguardo non è una questione di soldi”. Sabato altra sfida verità contro lo Spezia: “Serve un Avellino rigenerato, è un campo difficilissimo dove i tifosi sono caldi. Non bisogna concedere spazio all’avversario né cadere nelle provocazioni”. Il suo ultimo pensiero è rivolto ai tifosi: “Capisco le loro paure, il filo di rassegnazione che è in alcuni, visto il saliscendi di questi ultimi anni, ma solo uniti si può uscire dalla situazione in cui siamo”.
(di Sabino Giannattasio)
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