MANCINO DOVE SEI?????

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Confesso di avere tanti difetti, innumerevoli ed in particolare manco del dono della diplomazia. Se uno non mi piace, lo faccio capire, idem se una mi piace, sono autorizzato a muovermi. In sintesi, sono uno scarso portaborse, l’unica volta che ho tentato di immedesimarmi nel ruolo…mi sono sposato! Da quel giorno ho messo da parte la politica, e grazie all’età avanzata dei miei concorrenti, ho compreso che internet era meglio del cartaceo, e che in televisione, è meglio una bella ragazza con la dizione all’italiana, che un vecchietto all’insegna del tempo che fu. Il mediatico qualsiasi esso sia, funziona: cartaceo, televisivo, blog, web e digitalizzante. L’importante è averlo e non subirlo. In questa piccola provincia alle porte di Napoli, tutti sono divi e basta essere un consigliere comunale o di circoscrizione per aver diritto di cronaca. L’inversione di tendenza è iniziata da un paio di anni a questa parte: sei qualcuno se appari. Il detto che provinciali si nasce, poi si diventa e cresci con il business che ti conquista, è diventato lo status di molti che hanno l’ambizione di essere la “nuova classe dirigente” del futuro. Ho voglia di urlare allo scandalo, gridare alla Berlusconi maniera l’inno ai Coglioni emergenti, denunciare i perbenisti all’opinione pubblica, smascherare i furbetti della politica che a stento hanno il voto del condominio che la legge elettorale da una parte ha premiato e le convenzioni e gli incarichi hanno esaltato. Evitando il depistaggio creato ad arte per confondere le idee, confermo che non me ne frega niente del grande centro, del partito democratico e delle truppe vicine a Follini che osteggiano i fedelissimi di Casini. L’ideologia è ancora un valore quando il cittadino normale riesce a comprendere la differenza che esiste tra un atto del centrosinistra rispetto a quello del centrodestra. Con i tempi che corrono, le maglie dei partiti, in molti casi sono identiche, a volte scambiabili e spesso vendute al calcio mercato… Mi interessa la qualità della politica, la sua coerenza e le prospettive future. Che allo stato sono nere, ricche di insidie con ballerine che avanzano e “i dirigenti (senza voti)” che conoscono l’arte dello sgambetto e della bugia resa notizia come nuova emergenza sociale. Senza peli sulla lingua, a nome dei cittadini senza incarichi e prebende, NOI rivogliamo Mancino. Avverto e non sono il solo, che ad Avellino e nell’hinterland del capoluogo manca un riferimento. Ciriaco De Mita che è ancora il migliore, che tanto ha dato e molto può ancora fare, è certamente consapevole del vuoto di potere che si avverte ad Avellino. Vuoto di Potere inteso come servizio alla gente e come disponibilità all’ascolto e alla composizione dei tanti bollenti spiriti che scalpitano in nome della successione. I proni dell’obbedisco fino a ieri, sono oggi i nuovi architetti del cavallo di Troia del Duemila. Nel cavallo si nasconde l’inganno: forse il gran destriero è già stato portato dentro le mura della città, su fino alla rocca. Invisibile ma percepibile e ben protetto. Sono pochi i Laocoonte che cercano di convincerci che nel cavallo si nasconde l’inganno: che al suo interno si nascondono i nemici e che l’alchimia del politichese è una macchina da guerra da usare contro le nostre mura. C’è un re Priamo che appare tanto il sindaco Galasso, alcuni scaltri Ulisse e tante parole in libertà, ingannatrici e ben ammaestrate. Il senatore Mancino ci manca: mai come in questo momento, non si vede all’orizzonte un uomo di statura morale che per i prossimi anni possa risvegliarci dal buio in cui la città di Avellino è sprofondata, nonostante qualche barlume di…Notte Bianca. Prima della grande battaglia e della conquista della Città, l’invito è quello di aprire gli occhi e la mente: le schiere nemiche sono facili a comporsi. Spesso per affinità d’intenti, per interessi e per la conquista del Territorio. La Storia insegna che: “Ilio fu già, e noi Troiani fummo: or è di Troia ogni gloria caduta. Troia, che per tant’anni portò scettro e corona”. Le alchimie degli ultimi tempi, le incertezze diventate normalità, non possono sostituirsi alla capacità di guidare il processo politico e culturale della Città.

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