Video/M5s, la Vicepresidente del Senato Castellone in città per il No al Referendum

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«Quando la politica vuole controllare la giustizia la risposta è No». È questo il tema dell’incontro informativo che si è tenuto ad Avellino Scalo, all’interno della Stazione ferroviaria, organizzato dal Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle.

A concludere i lavori è stata la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone. Il dibattito, moderato dalla giornalista Maddalena Verderosa, si è animato con gli interventi di Sara Spiniello del Gt di Avellino, della senatrice M5S Felicia Gaudiano, dell’avvocato penalista Raffaele Tecce, dell’ex magistrato Pierluigi Picardi – già presidente del Tribunale di Napoli Nord e membro del Comitato Giusto Dire No – e di Italia D’Acierno, segretaria provinciale CGIL.

Nel corso della mattinata Castellone ha anche incontrato l’associazione “Nui Rà Ferrovia” e visitato il Murale della Pace di Ettore de Conciliis nella chiesa di San Francesco d’Assisi. Nel suo intervento ha parlato di «come questa destra stia scardinando gli ultimi pilastri della Costituzione: dopo aver marginalizzato il ruolo del Parlamento, ora vuole assoggettare la giustizia alla politica».

La senatrice Gaudiano ha precisato che «non stiamo parlando di una riforma della giustizia, ma di una riforma che riguarda la separazione delle carriere. Si interviene modificando sei articoli della legge costituzionale. Il popolo è chiamato a votare perché la sovranità appartiene al popolo. È quindi importante partecipare e decidere di votare no per il bene dei cittadini e dell’intera collettività».

Più tecnico l’intervento dell’avvocato Tecce, secondo cui «votare no significa difendere non solo l’attuale assetto, che io apprezzo molto, ma anche evitare una deriva del pubblico ministero che, con la riforma, assumerebbe maggiore potere».

L’ex magistrato Picardi ha invece sottolineato come «questa riforma non risolve i problemi della giustizia esistenti. Non lo dico io: l’ha detto la senatrice Buongiorno, relatrice del progetto di riforma, e l’ha confermato il ministro Nordio. Lo stesso ministro ha dichiarato pubblicamente che questa riforma serve a controllare la magistratura da parte dei politici. A noi non sembra una buona idea. Non lo è perché la tripartizione del sistema democratico richiede una magistratura indipendente. Attenzione: non nell’interesse dei magistrati — non cambierà nulla per la loro vita professionale, e meno che mai per gli stipendi — ma per ciò che riguarda la vita di tutti noi come cittadini. Abbiamo bisogno di uno Stato che dia più garanzie, non di una struttura che le sottragga. Questa è quindi una battaglia, io direi, essenziale, perché non è costruita per riformare la giustizia. È una battaglia portata avanti proprio per mantenere l’impianto costituzionale a garanzia dei diritti dei cittadini».