FOTO/ Avellino Calcio – Caduta con onore: il Catania passa dagli undici metri

FOTO/ Avellino Calcio – Caduta con onore: il Catania passa dagli undici metri

29 Marzo 2015

Catania-Avellino 1-0

Catania (4-3-1-2): Terracciano; Del Prete, Sauro (30′ pt Capuano), Ceccarelli, Mazzotta; Sciaudone, Rinaudo, Odjer (39′ st Escalante); Rosina; Calaiò, Maniero (12′ st Castro).

A disp.: Ficara, Escalante, Barisic, Piermarteri, Parisi, Di Grazia, Rossetti.

All.: Dario Marcolin

Avellino (4-4-1-1): Frattali; Pisacane, Fabbro, Chiosa, Bittante; Regoli (4′ st Castaldo), Kone, Arini (9′ st Zito), Schiavon; Soumarè; Comi (35′ st Mokulu).

A disp.: Gomis, Bavena, D’Angelo, Almici, Angeli, Filkor.

All.: Massimo Rastelli

Arbitro: Leonardo Baracani della sezione di Firenze

Guardalinee: Luca Segna della sezione di Roma 1 e Emanuele Prenna della sezione di Molfetta.

Reti: 43′ rig. Calaiò

Note: ammoniti al 10′ pt Arini (A), al 42′ pt Fabbro (A), al 45′ pt Chiosa (A), al 46′ pt Mazzotta (C), all’8′ st Kone (A), al 20′ st Zito (A), al 28′ st Castro (C), al 37′ st Rosina (C), al 44′ st Escalante (C) al 49′ st Mokulu (A); angoli 5-3; recupero 2′ pt e 5′ st; presenti sugli spalti 13.273 spettatori per un incasso di 19.446 euro.

Dallo stadio “Angelo Massimino” – L’Avellino sfida il Catania per riprendere la corsa play-off interrotta dai due ko di fila con Lanciano e Perugia.

Falcidiato da assenze pesanti in tutti i reparti, Massimo Rastelli si presenta in Sicilia facendo affidamento su un inedito 4-4-1-1. Il tecnico biancoverde sorprende tutti lasciando in panchina sia Castaldo che D’Angelo. Non ce la fa Zito che finisce soltanto in panchina, mentre Regoli si riappropria della fascia destra. Obbligato lo schieramento difensivo con PisacaneFabbroChiosa e Bittante davanti a Frattali preferito a Gomis; linea mediana composta da Regoli e Schiavon sulle fasce con Arini e Kone centrali. L’inedita coppia gol è composta da Soumarè e Comi. Il folletto belga, tirato fuori dalla naftalina dopo due mesi, gioca leggermente più arretrato.

Nel Catania Dario Marcolin invece deve fare a meno dello squalificato Schiavi e degli infortunati Gyomber, Martinho, Belmonte e Coppola, oltre ai nazionali Gillet e Jankovic. Tra i pali allora gioca l’ex Terracciano; davanti a lui la coppia di centrali della linea a quattro è CeccarelliSauro con il rientrante Del Prete e Mazzotta ad agire sugli esterni. I tre centrocampisti sono Sciaudone, Rinaudo e Odjer, mentre in avanti spazio a tutto il potenziale di estro e marcature con Rosina a supporto di Maniero e Calaiò.

Cori di contestazione e disappunto nei confronti del presidente rossoazzurro Antonino Pulvirenti da parte degli ultrà catanesi. I tifosi irpini invece sono ancora all’esterno del settore ospiti e faranno il loro ingresso a partita iniziata.

Primo tempo. L’Avellino inizia col 4-4-1-1 con Soumarè alle spalle di Comi. Modulo inedito almeno in partenza per i lupi che nei primi sette minuti concedono quattro angoli ai padroni di casa, l’ultimo rischia di innescare il vantaggio di Maniero con un colpo di testa di poco a lato.

La formazione biancoverde risponde alla foga catanese con una clamorosa palla-gol al 16′. Soumarè va via a Odjer sulla sinistra, mette in mezzo un rasoterra toccato da Chiosa che smarca Arini per la scivolata neutralizzata dal riflesso di piede di Terracciano.

L’occasione costruita galvanizza l’Avellino e, al contrario, spaventa il Catania che arretra di qualche di qualche metro. Al 24′ i lupi gridano al penalty dopo uno spalla a spalla tra Sauro e Soumarè  diretto in porta, ma Baracani lascia proseguire.

Al 26′ l’Avellino preme ancora: break di Kone che arriva al limite e calcia col sinistro, la posizione è favorevole ma il tiro è telefonato per la parata centrale di Terracciano. Si fa male Sauro nel Catania: dentro Capuano.

Continua il predominio biancoverde al 40′: shoot di Arini dai 25 metri con il destro che Terracciano fa suo in presa facile.

Due minuti dopo il Catania passa inaspettatamente: Fabbro manda giù Calaiò, per Baracani è rigore che lo stesso arciere trasforma spiazzando Frattali. Per l’ex Napoli è il sedicesimo centro in stagione, realizzato poco dopo l’arrivo dei tifosi biancoverdi nel settore ospiti.

L’Avellino va al riposo protestando per il rigore concesso ai padroni di casa.

Secondo tempo. Lupi subito arrembanti con Schiavon che semina il panico sulla sinistra, entra in area dal lato corto e scarica il destro, Terracciano prima respinge e poi si dimostra reattivo anche sul tocco di testa di Regoli.

L’ex Pontedera poco dopo viene richiamato in panchina da Rastelli che inserisce Castaldo. L’ingresso del bomber di Giugliano fa scalare Soumarè sulla fascia destra.

Al 9′ dentro anche Zito per Arini con Schiavon che si sposta al centro per favorire il piazzamento dell’ex Juve Stabia sulla sinistra. L’Avellino è più determinato del Catania che sembra non avere la forza di raddoppiare.

Anzi sono i lupi al quarto d’ora a far tremare Terracciano con una stoccata di Soumarè nel cuore dell’area, il pallone calciato dal belga però finisce alle stelle. Il baby fantasista ci riprova al 18′ con un diagonale sul primo palo murato in angolo dal portiere.

L’Avellino cresce minuto dopo minuto e al 21′ sfiora ancora la marcatura con un rimpallo fortunato che favorisce Comi, l’ariete biancoverde entra in area ma calcia alto tra la disperazione dei suoi compagni.

Catania alle corde e ancora lupi all’assalto: al 29′ occasionissima su palla inattiva con Schiavon Zito che pesca la torre di Comi per Soumarè che a botta sicura tutto solo spara su un difensore che ribatte sulla linea di porta.

L’Avellino si sbilancia e concede spazi alle ripartenze del Catania che al 34′ va ad un passo dal mandare la gara in ghiaccio. Chiosa anticipa Rosina sul cross di Del Prete, la palla finisce a CXastro che apparecchia per il diagonale respinto dal palo.

Passata la paura, i biancoverdi tornano a riversarsi in attacco con la rifinitura dalla sinistra di Zito per la testa di Castaldo, tutto solo sul secondo palo e ipnotizzato da Terracciano in stato di grazia contro i suoi ex compagni.

Le prodezze del portiere etneo costringono i lupi a raccogliere la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite. Ko immeritato per la formazione di Rastelli che ha dominato l’avversario soprattutto nella ripresa. Castaldo e compagni a testa alta al 95′.


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