Atripalda si prepara ad accogliere la sesta edizione dell’Irpinia Pride. L’appuntamento è in programma domenica 14 giugno nella città del Sabato, che tornerà a ospitare la manifestazione organizzata da Apple Pie Arcigay Avellino. Un ritorno simbolico alle origini per un evento che negli anni è diventato un punto di riferimento per la comunità LGBTQIA+ e per tutti coloro che credono nei diritti, nell’inclusione e nel rispetto delle differenze. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sala consiliare del Comune di Atripalda alla presenza – tra gli altri – del sindaco Paolo Spagnuolo e del presidente di Apple Pie Arcigay Avellino, Christian Coduto.
«Per noi è un grandissimo onore e un grandissimo piacere ospitare questa iniziativa – ha dichiarato il primo cittadino -. C’è tanto entusiasmo per questa riedizione del Pride qui ad Atripalda, perché l’intenzione dell’amministrazione è quella di dare un contributo a quella che noi consideriamo una vera e propria battaglia di civiltà». Spagnuolo ha poi sottolineato il valore culturale dell’evento: «È una battaglia di civiltà che cercherà di scalfire, anche se gradualmente, come avviene per tutti i processi culturali, un retaggio che ancora esiste. È un muro, ma non è un muro di gomma: può essere abbattuto. L’auspicio è che si continui su questa strada e che arrivi il giorno in cui ci si incontrerà semplicemente per fare festa e non più per vivere momenti di riflessione, perché quel muro sarà stato completamente demolito».
Per Apple Pie Arcigay Avellino si tratta di un ritorno particolarmente significativo. «È come un cerchio che si chiude – ha spiegato Christian Coduto -. Siamo partiti nel 2019 e ritorniamo in una città che ci ha accolto benissimo. Ringraziamo il sindaco Paolo Spagnuolo che si è messo dalla nostra parte sin da subito e l’assessora Fabiola Scioscia che ci ha supportato costantemente nell’organizzazione». Il presidente dell’associazione ha ricordato come il Pride continui a rappresentare uno strumento necessario di visibilità e sensibilizzazione. «Sui social siamo stati inondati sia da messaggi positivi che da offese. Questo ci fa capire che il Pride serve proprio a questo. Non abbiamo la pretesa di cambiare l’opinione della gente, ma vogliamo che ci sia rispetto. Sempre più persone hanno voglia di ascoltarci, seguirci e stare dalla nostra parte, e questo ci rende felici». Lo slogan scelto per l’edizione 2026 è destinato a far discutere e riflettere: “Tranquillo, non è contagioso. È favoloso”. «Il senso è molto semplice – ha spiegato Coduto -. Siate voi stessi. Siate felici di essere sereni. Vogliamo che tutti vivano questa giornata come un momento di gioia e tranquillità, che credo sia uno degli obiettivi più importanti nella vita di ogni essere umano».
L’Irpinia Pride partirà alle ore 16 da Piazza Umberto I e non sarà una semplice parata. «Noi scherzando la chiamiamo una Via Crucis – racconta Coduto – perché lungo il percorso ci saranno numerose soste con ospiti e testimonianze. Dal GEDO a Porpora Marcasciano, da don Vitaliano Della Sala ad Alessio Marzilli. Sono tutte persone che negli anni hanno scelto di stare dalla nostra parte». Dopo il raduno e l’esibizione musicale di Ragone, il corteo prenderà il via alle 17 con i saluti iniziali di Christian Coduto, Natasha Maesi e dei familiari e amici di Mario Barretta.
Il percorso prevede sette tappe:
- Piazza Garibaldi con l’intervento di don Vitaliano Della Sala e delle Famiglie Arcobaleno;
- Via Fiumitello angolo via Cammarota con Alessandra Mariano e GEDO;
- Via Aversa angolo via Fiume con Porpora Marcasciano;
- Via San Nicola – Giardini Venezia con Priscilla, la “zia” dell’Irpinia Pride;
- Via Cesinali – rotatoria via Appia con Alessio Marzilli;
- Via Roma – scuola elementare con Giulia Molino;
- Via Roma – fermata bus altezza ponte via Piazza con Pasquale Quaranta.
Al termine del percorso il corteo farà ritorno in Piazza Umberto, dove sono previsti i saluti finali di Apple Pie, un’esibizione Ballroom con Avionica e il dj set curato da Iaio e Luriana.
Nel corso della conferenza stampa Coduto ha rilanciato anche il tema della sede associativa ad Avellino. «Non abbiamo ancora avuto modo di incontrare il nuovo sindaco (Nello Pizza, ndr) semplicemente perché siamo completamente assorbiti dall’organizzazione del Pride. Dopo il 14 giugno speriamo di poterci confrontare con lui. La richiesta di una sede è fondamentale perché oggi siamo limitati e non possiamo sviluppare tutte le attività che vorremmo realizzare sul territorio».
Infine il presidente di Apple Pie ha ribadito la vocazione itinerante della manifestazione. «La chiamiamo Irpinia Pride proprio per questo. Vogliamo muoverci sul territorio e coinvolgere il maggior numero possibile di comuni irpini. Siamo aperti a ogni forma di collaborazione e dialogo. L’obiettivo è far sì che il Pride appartenga davvero a tutta l’Irpinia».

