AVELLINO- “Tutta n’ata storia”. E’ una promessa di cambiamento, parafrasando il grande Pino Daniele quella che Nello Pizza ha voluto utilizzare per chiudere il suo intervento alla presentazione delle liste che lo sostengono come candidato sindaco del Campo Progressista alla guida della città capoluogo. Sul palco del Viva Hotel, prima del candidato sindaco hanno avuto la scena solo i giovani. A partire da due neo elettori, due diciottenni di Borgo Ferrovia, che sono già impegnati nel sociale con l’associazione “Nui ra Ferrovia”. E poi candidati e rappresentanti di ognuna delle liste a sostegno del penalista avellinese, tutti giovanissimi e per la maggior parte alla prima esperienza.
“La prima cosa che ho pensato, siccome ci hanno definito litigiosi, mi sono preoccupato. Perché ho detto: noi la forza pubblica non ce l’abbiamo, così ho temuto per la mia e la vostra incolumità. Perche siamo litigiosi tra di noi. La verità è che siamo persone miti e tranquille e ci confrontiamo. Questa è la vera natura della grande famiglia che abbiamo messo insieme. Non siamo litigiosi, discutiamo. Ci appassioniamo. Lo abbiamo detto tante volte: questa è dialettica, non è litigio. La politica è lavorare per il bene comune. Noi stiamo insieme per questo: vogliamo perseguire il bene comune di Avellino. Quando e’ stato necessario fare sintesi, abbiamo dimostrato di essere capaci di farlo e anche bene”. La stoccata agli avversari: hanno detto che non sarò un uomo solo al comando. Mi pare evidente (guardando alla platea del Viva Hotel e strappando un lungo applauso). E l’affondo: “Intanto i veri litigiosi sono altrove, se veniamo da un’esperienza commissariale perché qualcuno ha litigato e ancora non ci hanno spiegato il perché”. E ha assicurato: noi vinceremo le elezioni e può darsi che litigheremo per le soluzioni, ma non litigheemo mai per il potere, questo e’ sicuro.
Partire dalle piccole cose. Pizza ha voluto subito sgombrare il campo dall’ idea che si tratti di una “scelta minimalista”. Perche’ ad “Avellino oggettivamente non funziona niente. In questa città non funziona niente. Noi dobbiamo partire dalle piccole cose perché? Perché come dicevano i giovani prima dobbiamo sistemare le strade, i marciapiedi, dobbiamo eliminare le barriere architettoniche che ancora ci stanno, dobbiamo ridare vivibilità a questa città”. Il candidato del Campo Progressista affonda anche sul tema delle case popolari, assegnate un paio di anni fa “e’ una delle pagine piu’ nere, dove ci sono infiltrazioni e muffe. Ed e’ una vergogna di cui qualcuno avrebbe dovuto chiedere scusa. Non lo ha fatto, lo facciamo noi. Queste persone vivono in condizioni impossibili, inaccettabili, noi dobbiamo ridare dignità a queste persone”. La parola d’ordine sarà “non lasciare nessuno indietro e operare nella trasparenza e nella legalità, che sembrano concetti scontati, ma ad Avellino non lo sono”.








