LE INTERCETTAZIONI/ Bimbi picchiati e lasciati in lacrime nell’asilo degli orrori. E l’orco che toccava le parti intime

5 Giugno 2019

Renato Spiniello“Stai zitto, non piangere fai la persona per bene… io ti attacco là sopra… ti attacco sopra la trave… poi dite che il maestro è cattivo, non sono cattivo, siete voi che mi fate diventare cattivo… io ti devo impiccare… vediamo se cambia questa capo di provola… mo ti do… non ti permettere più o ti do le botte… vai a raccogliere i giochi, altrimenti non fai merenda… non ti faccio prendere più neanche mezzo gioco….”.

Sono soltanto alcune delle frasi pronunciate dai quattro insegnanti dell’asilo di via Fratta, a Solofra, finiti nell’inchiesta che ha portato all’arresto di tre di loro e all’interdizione del quarto. Si tratta di maestri d’asilo, tre donne e un uomo, tutti tra i 46 e i 66 anni, due dei quali irpini (uno proprio di Solofra) e gli altri due del salernitano, che maltrattavano, picchiavano e lasciavano i bimbi a terra in lacrime. Le accuse a loro carico sono di maltrattamento su minori e nel caso dell’uomo di Solofra anche di violenza sessuale.

E’ quanto emerso dalle intercettazioni audio e video delle telecamere posizionate nelle classi a partire dal giorno 25/03/2019. Le indagini avevano preso spunto dalle querele presentate presso l’Arma dei Carabinieri da parte delle mamme degli alunni maltrattati.

Dopo le vacanze natalizie – racconta una mamma agli inquirenti – ho notato che mia figlia all’improvviso mi diceva: “mamma ho paura”, io le ho chiesto il perché e lei ha risposto: “a scuola la maestra mi tira gli schiaffi sulle mani e sul culetto”. Alcune delle volte – prosegue la madre – di ritorno da scuola notavo il rossore su mani e gambe, quando chiedevo spiegazioni alle maestre queste mi diceva: “E’ caduta”, oppure “è stata spinta da un altro bimbo”.

Preoccupate le mamme si erano riunite anche in una chat WhatsApp, della quale si riporta la seguente conversazione: “Mio figlio già da tempo mi ha accennato che le maestre danno gli schiaffi in testa e gli tirano i capelli e lui mi dice che non vuole andare all’asilo perché ha paura”. E ancora: “Mio figlio ha iniziato a dirmi che non vuole andare più a scuola perché ha paura, dicendo che le maestre gli tirano i capelli e gli danno schiaffi in testa”.

Le risultanze dell’attività tecnica non solo hanno confermato il quadro indiziario, ma hanno scoperto cose ben più gravi.

Un insegnante, infatti, costringeva uno specifico alunno a subire atti sessuali contro la sua stessa volontà, abusando della condizione di inferiorità psichica e fisica dello stesso con condotte poste in essere all’interno dell’Istituto Scolastico. L’insegnante, con la propria mano, toccava le parti intime del minore, lo spingeva con la testa verso il basso e poneva il viso del bimbo all’altezza del suo bassoventre facendo brevi movimenti dall’alto in basso. Poi lo afferrava per l’orecchio e poneva le mani sui fianchi e toccava le parti intime. Ancora, dopo averlo afferrato al bavero, infilando le proprie dita dietro alla nuca, infilava la mano dietro la schiena, spingendola giù, poco dopo gliela infilava davanti e sempre sotto i vestiti avvicinandosi al contempo con il proprio viso a quello del bambino.

Comportamenti – si legge nell’ordinanza del Gip del Tribunale di Avellino che ha portato all’applicazione delle misure coercitive da parte dei Carabinieri di Avellino – di estrema gravità perché posti in essere ai danni di un bambino che non è in grado di difendersi per il semplice motivo che non è in grado di comprenderne l’entità e la gravità. Emerge, inoltre, la totale mancanza di freni inibitori da parte dell’insegnante e la spasmodica ricerca dell’appagamento di uno stato interiore psichico di desiderio sessuale, senza preoccupazione alcuna del bambino che subisce i suoi atteggiamenti.