Le dichiarazioni sconcertanti di Villaggio a Panorama

0
22

In una lunga intervista rilasciata a Panorama, l’attore Paolo Villaggio ha dato il meglio di sé raccontando aneddoti piccanti su alcuni vecchi amici ormai defunti e, secondo alcuni, infangandone la memoria. Si tratta, infatti, di racconti scabrosi che vedono protagonisti coloro che sulla scena sono stati tra i più grandi artisti italiani, ma che nella vita privata – secondo l’attore, memorabile interprete di Ugo Fantozzi – non erano esattamente degli “stinchi di santi”. Primo fra tutti l’amico fraterno e massimo cantautore italiano Fabrizio De Andrè, che – sempre secondo Villaggio – fingeva di essere una brava persona alla difesa dei deboli, per poi umiliarli. “Fingevamo di essere brave persone ma eravamo delle carogne” ha raccontato Paolo Villaggio. “Da ragazzi tormentavamo due omosessuali, uno dichiarato e l’altro no. Li prendevamo a pietrate, solo per il gusto di farlo. Perfidia pura”.
Dalla musica al cinema, Paolo Villaggio passa alle abitudini e alle “sperimentazioni sessuali” di Ugo Tognazzi che, nel suo racconto, “è stato salvato dal caso. Un giorno, a Milano, incontra un travestito affascinante, viene colto da una curiosità tragica e decide di portarselo in hotel, vicino al Corriere della Sera. Mentre sta cercando di sodomizzarlo, per strada scoppia una bomba che Tognazzi interpreta come segnale divino. Da quel giorno la sua condotta è stata più lineare”.
Ancora di vizi sessuali si parla quando l’intervistatore si sposta su Vittorio Gassman, uno dei più grandi attori italiani del Novecento. “Quando si ritrovava a letto con una donna” ha spiegato Paolo Villaggio “come prima cosa cercava di asportarle un piccolo quadratino di pelle dal fondoschiena, usando un taglierino. Lo chiamavamo “il tassello di Gassman”. Si?, insomma, era un cannibale”.
Fortunatamente, in questo quadro impietoso dei più grandi artisti italiani, Paolo Villaggio ha anche per sé una parola di scherno, definendosi vigliacco fino al midollo e raccontando un altro aneddoto aggiacciante. “Una volta mi trovavo ad Amsterdam, con Valeria Moriconi, per girare Quelle strane occasioni. Una sera in un bar le si avvicina un bestione di colore, un immigrato del Suriname, che le solleva la gonna chiedendo con un ringhio chi fosse il suo accompagnatore. Ho finto di non conoscerla. E mi sono fatto chiamare un taxi”.funweek

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here