“Le carceri scoppiano ma alla politica non interessa”. Si salva solo Sant’Angelo dei Lombardi

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“Il viaggio della speranza” – promosso e organizzato dall’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane, dall’associazione “Nessuno tocchi Caino”, dal Garante provinciale delle persone private della libertà personale della Campania e dal Movimento Forense-Dipartimento Carceri – si conclude a Salerno dopo aver fatto tappa negli istituti di pena di Lauro, Arienzo, Santa Maria Capua Vetere, Benevento, Airola, Sant’Angelo dei Lombardi e Avellino. L’avvocato Giovanna Perna, reponsabile dell’Osservatorio Carcere, è sulla stessa lunghezza d’onda di Rita Bernardini, presidente dell’associazione “Nessuno Tocchi Caino”.

Anche Perna parla di “una situazione in sofferenza che non si registra solo a livello locale ma è un problema nazionale. Siamo in presenza di un tema molto caldo che però, a quanto pare, non interessa molto alla politica ed al legislatore. Ci si affanna a fare riforme che, però, non vanno nella direzione dello sfollamento della carceri. I numeri sono molto alti, anche in provincia di Avellino. A questo stato di cose, va abbinato anche il problema sanitario in Irpinia, in particolare ci riferiamo ai detenuti con problemi psichici. Non possono stare in galera, non sono luoghi adatti a loro, perché devono essere curati in modo adeguato”.

Molte ombre, ma anche qualche luce. “Il carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, che è una casa di reclusione, è una realtà molto bella, possiamo definirlo un carcere modello”.

I problemi dei penitenziari irpini sono, ovviamente, anche sotto la lente d’ingrandimento dell’Ordine degli Avvocati di Avellino. Il delegato del presidente Beningni, l’avvocato Gerardo Di Martino, ha sottolineato: “Abbiamo aderito di recente al progetto “Una telefonata allunga la vita” per prevenire la piaga dei sucidi in carcere”.

Carlo Mele della Caritas rilancia: “Serve più personale educativo e sociale. Su 500 detenuti nel carcere di Avellino, ci sono soltanto sei educatori”.