L’avvocato Pellino nella nuova giunta esecutiva dell’Unione nazionale delle Camere Civili

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Il 5, 6 e 7 maggio scorsi a Rimini si è tenuto l’ottavo congresso nazionale dell’Unione Nazionale delle Camere Civili. Il tema trattato: “Giustizia e avvocatura tra sostenibilità e riforme incompiute. Garantire a tutti i cittadini un accesso equo e un processo efficiente”.

Presente, con una propria delegazione, anche la Camera Civile di Avellino, fondata nel 1991 ed aderente all’Unione nazionale delle Camere Civili.

La Camera Civile di Avellino ha contribuito ai lavori scientifici ed all’elezione, per acclamazione, del presidente dell’Unione, il riconfermato avvocato Antonio de Notarisfeani di Vastogirardi, del foro di Napoli, della Giunta esecutiva e del Collegio dei probiviri.

Risulta eletta, come membro supplente, nella nuova giunta esecutiva dell’Unione nazionale delle Camere Civili anche l’avvocato Carmen Pellino, presidente della Camera Civile di Avellino che vede dunque riconosciuta la propria rappresentatività.

“La Camera Civile di Avellino, operando insieme alle altre Camere nazionali, come un unico corpo, omogeneo negli intenti e nelle ispirazioni, contribuisce ad incremetare la tradizione di un’avvocatura civilista alta. Che era la missione dell’Unione delle Camere Civili nazionali all’atto della costituzione a Roma nell’89”.

“Un’avvocatura che tuteli l’alta dignità della funzione. Così nasceva, nelle sue finalità, l’Unione nell’89, come valore unitario, oltre che per compiti di coordinamento. Così nasceva nel 91 la Camera Civile di Avellino”.

“L’Unione nazionale delle Camere Civili ha conseguito, sotto la presidenza de Nortaristefani e con il lavoro della uscente Giunta esecutiva, un ruolo da protagonista che ha portato al coinvolgimento dell’Unione in tutti i tavoli ministeriali ed i gruppi di lavori in cui l’avvocatura è stata chiamata adare il proprio contributo”.

“L’obiettivo, ribadito al Congresso di Rimini, è che una maggiore efficienza, fine dichiarato della riforma in atto del processo civile, non si traduca in un sacrificio dell’equità e in un diniego di giustizia. La giustizia deve avere tempi ragionevoli ma non essere sbrigativa”.

“Occorre insistere per far comprendere a tutti che una giustizia efficiente richiede più investimenti e magistrati, e non meno tutele, altrimenti sarà giustizia sommaria.”.

“Passando all’avvocatura, l’UNCC si è adoperata per tutelarne l’indipendenza, consapevole che questa costituisce un presiduo irrinunciabile dello Stato di diritto e senza la quale non c’è giustizia”.