L’Avellino Stadium procede spedito ma la minoranza abbandona l’aula

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L’Avellino Stadium procede spedito ma la minoranza abbandona l’aula. E’ il succo di quattro ore di dibattito in consiglio comunale, utili a dichiarare la “pubblica utilità” del nuovo stadio Partenio-Lombardi. Ora il progetto è definitivo, ma diventerà esecutivo in una seconda fase: l’approvazione della pubblica utilità è stato un passaggio obbligato per la variante al Piano Urbanistico Comunale.

Come spiegato in aula dall’assessore all’Urbanistica, Emma Buondonno, adesso si apre la fase dell’iter della conferenza decisionale. Il civico consesso è stato alquanto animato, con diverse botte e risposte, spesso al fulmicotone, tra maggioranza ed opposizione che, a dire il vero, ha teso la mano alla giunta Festa proponendo degli emendamenti ma non c’è stato nulla da fare. La maggioranza ha tirato avanti senza dar retta alle proposte dell’opposizione e, alla fine, il provvedimento è passato con 17 voti favorevoli mentre i 7 di opposizione hanno abbandonanato l’aula al momento del voto in segno di protesta.

Il progetto da 60 milioni di euro, presentato dall’Us Avellino di Angelo D’Agostino – che punta ad aggiudicarsi la concessione del diritto di superficie per 90 anni – prevede la costruzione di una nuova struttura al posto del “Partenio Lombardi”, realizzato circa 50 anni fa da Costantino Rozzi, costruttore ed allora presidente dell’Ascoli calcio. Sarà un impianto di 21mila 500 posti, con parcheggi interrati e seminterrati, 20mila metri quadrati per un centro medico, un museo interattivo, attività commerciali, sportive, culturali ed un ristorante panoramico.

Si tratta di un progetto innovativo, realizzato dall’architetto Gino Zavanella, il “padre” dello “Juventus Stadium” di Torino. Tra le altre cose, la tribuna Ovest sarà più alta della tribuna Est, per creare un’asimmetria che conferirà allo stadio un’immagine più slanciata che si alza, idealmente e visivamente, verso Montevergine.

Non solo sport e calcio, ma il nuovo stadio potrà ospitare anche concerti e spettacoli come avviene in altre città italiane, grazie alla previsione di tribune molto più vicine al campo da gioco.

L’assesore Buondonno, oltre agli aspetti tecnici, ha evidenziato la candidatura di Napoli a “Capitale europea dello Sport 2026”: una grande occasione, dunque, per l’Irpinia, se saprà farsi trovare pronta.