Mirabella Eclano è entrata ufficialmente nel gruppo ristretto delle dieci città italiane che si contenderanno il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, con la conferma pervenuta dal Ministero della Cultura il 20 gennaio 2026: il coronamento di un percorso iniziato oltre un anno fa con una visione chiara, quella di valorizzare il territorio, rendendo quanto più concreto possibile il concept di “feliCittà”.
Il dossier di candidatura presentato porta un titolo che è già, intrinsecamente, una dichiarazione di intenti: “L’Appia dei Popoli – Incubatrice di Art Thinking”. L’idea prevede di trasformare la città e il suo territorio in un laboratorio permanente dove arti, saperi, imprese e comunità dialogano vicendevolmente, alimentando lo sviluppo culturale e sociale. E così la storica Via Appia, che attraversa l’antico Aeclanum, diventa metafora di connessione tra generazioni, borghi, competenze e immaginari.
La proclamazione della città vincitrice è attesa per il 27 marzo 2026 ma a Mirabella il clima non è quello della “sfida a tutti i costi”. L’amministrazione ha già annunciato che molte iniziative saranno avviate in ogni caso e a prescindere dall’esito conseguito, proprio in virtù della ratio posta alla base della candidatura, ossia di processo trasformativo di lungo periodo, atto a costruire un modello di sviluppo culturale che resti e che sia condiviso dalla comunità.
Alla luce di ciò, è chiaro che il progetto non si limiti al proporre eventi o festival ma preveda di improntare il “ridisegno” dell’identità culturale dell’Irpinia sull’approccio multidisciplinare, abbracciando arte contemporanea, musica, teatro, danza, cinema, fotografia, architettura, tecnologia e pratiche partecipative. L’obiettivo dichiarato è, dunque, quello di implementare un modello replicabile di sviluppo territoriale basato sulla cultura, capace di generare benefici per almeno quindici anni.
La direzione artistica è affidata a Francesco Cascino, responsabile del Dossier nonché figura di riferimento nel panorama dell’art thinking, dall’approccio trasversale e olistico. Attorno a lui, si menziona l’operato di un gruppo di lavoro multidisciplinare e multiprofessionale, comprendente curatori, ricercatori, esperti di sostenibilità, di economia e diritto e di ogni materia afferente alla cultura, fotografi, musicisti e operatori del territorio.
A supporto del progetto opera un Comitato Tecnico Scientifico composto da docenti universitari, curatori, economisti della cultura, archeologi, scrittori, esperti di diritto e professionisti di diversi settori tra cui, per quel che concerne l’area operativa, il Sindaco di Mirabella Eclano, Giancarlo Ruggiero, l’Assessore alla Cultura di Mirabella Eclano, Raffaella Rita D’Ambrosio, il Presidente della Provincia di Avellino, Rizieri Buonopane. Inoltre, accanto al Comune si sono schierati partner pubblici e privati: dipartimenti universitari, musei regionali, parchi archeologici, aziende vitivinicole, realtà imprenditoriali e studi professionali. Un ecosistema che riconosce nella cultura un’occasione concreta di crescita economica e reputazionale.
Il Sindaco Giancarlo Ruggiero e l’Assessore alla Cultura Raffaella Rita D’Ambrosio hanno favorito un tale percorso così partecipato “per portare Mirabella e l’Irpinia sul palcoscenico internazionale della contemporaneità”.

