L’Air si complica la vita da sola ma passa a Cantù: finale 61-65

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Cantù – La Scandone espugna il “Pianella” e ottiene i due punti pur non giocando la miglior partita della stagione. In un finale-trhiller infatti i lupi hanno rischiato di gettare alle ortiche un match in cui l’inerzia è stata per lunghi tratti nelle loro mani, specialmente grazie ad una buonissima prova difensiva che ha arginato la voglia di correre degli uomini di Luca Dalmonte. La Ngc, evidentemente stanca dopo il match contro Caserta, in attacco è apparsa molto più farraginosa e prevedibile del solito, trovando nel solo Pinkney l’uomo capace di far male. Per lui ben 20 punti e 11 rimbalzi, che però non bastano ad impensierire una retroguardia di Avellino davvero in grande spolvero. I lupi hanno fatto sentire agli avversari il loro tonnellaggio maggiore, mettendo tanta pressione e propiziando grazie alla difesa un parzialone di 0-15 a cavallo tra il secondo e il terzo quarto (26-40 al 22′) che ha quasi ucciso la partita. In questa fase sia i lunghi – con Williams (12pts e 5rbs) sugli scudi – che gli esterni si sono espressi benissimo nella loro metà del campo, mettendo in crisi un team che già faticava a trovare la via del canestro. Cantù ha sbagliato tanto, troppo, e le percentuali sono lì a testimoniarlo: il 18/28 ai liberi e un inopinato 14/44 da 2 punti pesano come un macigno. In queste condizioni è stato molto più semplice per l’Air provare ad affondare il pugno del Ko. Ma i padroni di casa, su quel campo, difficilmente si fanno mettere alle corde. Ed è stato così che, spinta anche dal calore del pubblico, Cantù si è riportata sotto, fino al -1 (59-60 al 38’), in una quarta frazione in cui l’Air è sembrata irriconoscibile. I biancoverdi nell’ultimo periodo hanno subito tutto l’atletismo di Pinkney e soci, andando imbarazzantemente sotto a rimbalzo (47 a 32 pro-Cantù) e concedendo una serie di tiri liberi che hanno completamente riaprto l’incontro. Un tiro da 3 di Zacchetti piedi per terra avrebbe potuto mescolare tutte le carte in tavola, ma il ferro ha detto ‘no’ e i lupi con i due possessi successivi hanno chiuso una pratica che, francamente, sembrava archiviabile molto prima. Di buono, però, c’è stato l’apporto della panchina: finalmente Markovski ha potuto far rifiatare più del previsto Best (solo 18 minuti di impiego), Tusek, Williams e Warren (molto al di sotto dei suoi standard), grazie alle eccellenti prove di Cinciarini e Radulovic. I due, infatti, si contendono il titolo di Mvp del match: il primo è apparso molto più concentrato e con le idee più chiare in testa, mentre il secondo ha messo in campo tutta la sua sconfinata classe ed eleganza, accendendo con i suoi lampi una partita non certo spettacolare. Crosariol, Porta e Nardi hanno comunque fatto il loro dovere, difendendo a sufficienza e mettendo a referto anche punti importanti.
Il team ora partirà alla volta di Tel Aviv, dove giovedì sarà impegnato contro il Maccabi in una partita che appare dal pronostico chiuso. I miglioramenti delle seconde linee e l’intensità difensiva mostrata però sono un segnale più che incoraggiante in vista del doppio impegno campionato-eurolega.L’Air con questi due punti si porta alle spalle del trio di testa formato da Montepaschi, Virtus Bologna e Roma.

Ngc Basket Cantù – Air Scandone Avellino 61-65
(17-14; 26-33; 43-50; 61-65)

Ngc Cantù:Gaines 5, Zacchetti, Rich 8, Berti, Tourè 4, Giovacchini 7, Mazzarino 7, Squarcina, Lydeka 1, Meroni, Elder 9, Pinkney 20.All:Dalmonte.
Air Avellino: Warren 10, Radulovic 7, Porta 5, Best 6, Cinciarini 8, Crosariol 2, Lisicky, Napodano, Tusek 8, Williams 12, Diener 5, Nardi 2.All:Markovski.

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